The Prizewriter - Special edition - Sami's party



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The Prizewriter - Special edition - Sami's party

Ciao amici ed amiche di WorldWrestling. Per allietare la vostra quarantena, e per parlare di temi che alleggeriscano l'animo, cade a pennello una evenienza veramente speciale. Dobbiamo festeggiare l'ascesa definitiva al cielo e la consacrazione: "di una star, ma che dico, un campione, ma che dico un artista, un eroe!".
Stiamo parlando dell'Underdog from the Underground; il Guardian Angel; il Critco dei Critici; il portavoce del collettivo di artisti di SmackDown Live; e per ultimo The Untouchable. Il neo campione intercontinentale: SAAAAAAAAMI ZAYNNNNN!

Solo una vittoria così sporca, ed insperata, poteva suscitare in me tale gaudio. Al momento dello schienamento di Sami su Strowman, ad Elimination Chamber, non ho potuto fare a meno di trasalire, ed alzarmi in piedi dalla mia seduta, i pugni sollevati verso il cielo, eterno ed infinito,ad esprimere tutta la mia sincera felicità.

Perchè il wrestling, quando lo guardiamo, ci deve emozionare! Sarebbe bastato già il fatto che un personaggio da me odiatissimo, e per me insopportabile (chi mi segue sa quali sono i canoni che considero nell'apprezzare un performer, ed il buon Braun ne rappresenta l'antitesi), quale Strowman, risultasse sconfitto, e deprivato della cintura. 
Ma c'è stato un secondo motivo di gaudio.

L'affermazione del trio pareva quasi impossibile. E anche se proprio fosse stato così, era scontato immaginare che, come da rematch clause (adesso spesso e volentieri riutilizzato, in barba alla pessima eliminazione di tale regola di qualche tempo fa), spettasse a Shinsuke riconquistare la cintura. Invece, per quanto sarebbe stata motivo di estremo sollievo anche la vittoria dell'eccentrico giapponese, la gloria questa volta è toccata a Sami!

Per la sua prima volta nel main roster WWE! E Finalmente! Dopo cinque anni!

Molto bello anche il fatto che i tre artisti del ring, nonostante heel, ed almeno per ora, si siano dimostrati equiparati, in termini di importanza, e non siano emerse (ancora) gelosie alcune, per la vittoria di uno o dell'altro. Speriamo con tutto il cuore che il prossimo a prevalere sia Cesaro.

Tutti e tre, per le loro abilità in ring, e non solo, meriterebbero moolto di più. Ma già vederli così è un bellissimo segnale. Ma fatto sta che il campione fra i continenti è uno, e per tornare al protagonista di questo brano, adesso celebreremo la sua figura.

Figura costruitasi negli anni, molti, di militanza. Lui che nelle indies combatteva mascherato. El Generico. Colui che, arrivato in WWE da face svantaggiato, Underdog from the Underground appunto, è diventato viscido ed opportunista, petulante e cialtrone. Riuscendo a calarsi perfettamente in ognuna di queste parti! Come solo i grandi sanno fare!

E in questo, con le dovute proporzioni, mi ricorda un altro grande canadese dai mille volti, capace di reinventarsi in mille modi, che fino a poco fa si faceva chiamare "Le Champion"...

Detto questo, quella di Sami, è davvero una commovente storia di redenzione, ma al contrario. Andremo quindi a ripercorrere le tappe della carriera WWE del canadese che hanno segnato il suo passaggio fra le fila dei cattivi, e osserveremo che l'intensità dei promo, la verità rivelata, e l'abilità di passare al di là dei confini dello schermo, fanno di lui un vero e proprio patrimonio del wrestling mondiale.

Tutto iniziò nel 2017, Sami era già stato campione valoroso di NXT, e la sua carriera sembrava da sempre legata a quella nemico del cuore, Kevin Owens. Da qualche anno bazzicava nel main roster, e nonostante qualche vittoria di rilievo, anche contro KO, e tante, splendide figure (come il match di esordio a RAW vs John Cena) non aveva ottenuto ancora nulla.

Alcuni infortuni lo avevano bloccato, questa sarà una costante per la carriera di Sami... Ma poi avvenne l'impensabile: durante l'Hell in a Cell match del -all'epoca- nemico eterno KO, contro Shane O'Mac, mentre quest'ultimo sta per trionfare valorosamente, irrompe Sami, di ritorno da un infortunio.

Zayn tradisce se stesso, e tutti i fan che lo amavano, aiutando Kevin a vincere! Questo fu il promo del ritorno di Zayn, dopo l'HIAC, il primo di Sami da heel: CLICCA QUI. Sarà quella la formazione della splendida alleanza Kemi.

L'unione di due eterni nemici, legati però dal sangue versato nelle mille battaglie, che sarà il motivo migliore per veder SDL sino a WrestleMania 34: il ritorno al wrestling di Daniel Bryan, che sconfisse proprio KO e Sami, in coppia con Shane.

Già si vede un'intensità non da poco, e delle motivazioni sacrosante per un turn heel, ottima prestazione. Dopo WrestleMania 34, Sami subì un altro brutto infortunio, che lo vide fuori dalle scene per quasi un anno. Il ritorno avvenne la sera dopo WrestleMania 35, a RAW, a sfidare Balor per il titolo intercontinentale, perdendo. Il pubblico è così felice di avere riabbracciato Sami, e gli tributa tutto il proprio affetto per il suo ritorno. Sami sfodera questa perla di promo: CLICCA QUI.

Si può notare come, un anno e mezzo dopo dal primo heel turn, questo, la conferma, sia molto più sentito. Sembra che Sami pensi davvero quello che dice.

L' " ambiente tossico " della WWE, non sono i colleghi, o i superiori. Ma il pubblico, i fans. Sempre pronti a criticare chi hanno di fronte, e mai se stessi, in una forma di proiezione esclusiva all'esterno, del male che hanno dentro.

Incredibile quanta verità e profondità ci abbia regalato il canadese. Che, la settimana dopo (CLICCA QUI) tocca livelli ancora superiori, quando ritorna a casa sua: Montreal, Quebec.

La theme eseguita tre volte da quanto il pubblico la cantasse, e la sua gente che non lo lascia parlare, per il proprio, esuberante, affetto.

Raramente nel wrestling si è testimoni di tali manifestazioni di supporto. Ci si poteva aspettare che almeno di fronte a questo, non preparato bagno di folla, almeno per una sera Zayn si sarebbe trattenuto...Ma no, li pugnala, con una crudeltà inammissibile. Il pubblico totalmente in pugno. E "See you in hell".

La terza settimana è il terzo promo, il più profondo, il più esplicativo del proprio malessere. Un'interpretazione magistrale, la spiegazione della cultura tossica (CLICCA QUI), e la esplicazione del suo obbiettivo di lì in avanti: rendere il WWE Universe "responsabile delle proprie azioni".

La settimana dopo (CLICCA QUI) viene spiegata la sua crescita personale, la sua ricerca introspettiva e psicologica, durante il lungo tempo lontano dalle scene. Periodo che lo ha aiutato a capire la condizione umana. E la pretesa così diffusa che, a chiunque, sia dovuto qualcosa.

Ma lui ora ha solo una missione: rendere tutti responsabili delle proprie azioni. Ed essere il Critico dei Critici!

Di lì un lento oblio sul ring, con più sconfitte che vittorie: 15-1, che nonostante la magnitudine dei promo effettuati, e la veridicità degli argomenti portati, lo vedono cadere sempre più nel baratro. Il fondo toccato quando non riesce neanche ad accedere al MITB, vinto poi da Lesnar, per il pestaggio di Strowman; e quando lo stesso big man lo getta nei rifiuti... Curiosamente proprio su di lui si prenderà la rivincita.

Sino a quando abbandona, momentaneamente, le vesti del lottatore, per divenire manager di Nakamura: (CLICCA QUI). Ruolo che nonostante tutto, soprattutto lo spreco di non vederlo sul ring, dove rimane sempre un'eccellenza, svolge in modo magistrale, risultando un ottima e necessaria spalla per il nipponico, che si conferma campione intercontinentale per mesi, in un buon regno.

Alleanza nella quale viene compreso anche Cesaro. Tre artisti incompresi, che adesso sono, insieme, nelle condizioni di esprimere la propria vena.

Fino al momento, attuale, di consacrazione, con il primo titolo conquistato, il terzo per importanza nella WWE attuale, ed il secondo per storia.

Un premio più che meritato, per un performer che ci ha fatto prima empatizzare da Underdog. Poi pensare, quando con le sue pipebomb sul rapporto audience/wrestling ci ha accusato di ciò che cui meritiamo, e messo di fronte la verità. Ma nel frattempo sempre divertire.

Con la sua carica di allegra follia, e la stravaganza travolgente. Reinventandosi in tutti i modi pur di proseguire a fare ciò che gli riesce meglio, la sua arte: stare fra le tre corde.

E come diceva il suo motto un po' di tempo fa: "Never be the Same!". 
Adesso potete attaccare la musica di Sami! Grazie di cuore!