Dirty Deeds - Verità scomode: guida (secondo logica) alla Royal Rumble 2020


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Dirty Deeds - Verità scomode: guida (secondo logica) alla Royal Rumble 2020

Con molta meno adrenalina, attesa, forse addirittura voglia e con la morte nel cuore per la recente, troppo fresca, tragica scomparsa di Kobe Bryant, ci apprestiamo ad assistere alla Royal Rumble forse più indecifrabile degli ultimi anni.

E a cui proviamo a mettere un po' di ordine nell'imminenza del suo inizio, districandoci tra un mare di voci, utilizzando la sola arma della logica. Della rissa a 30 uomini conosciamo già 27 nomi, il che vuol dire che c'è spazio per tre soli ingressi, e al massimo altrettante sorprese.

La prima, se così vogliamo definirla, è l'assenza di un NXT che sembrava dover addirittura pareggiare i conti degli iscritti con Raw e SmackDown e invece dopo il figurone delle Survivor Series è stato letteralmente eclissato.

Non è necessariamente un male: NXT è un prodotto fresco, che ha già dimostrato di funzionare benissimo con i suoi schemi e nei suoi spazi. Cacciarlo a forza in un concept storico e tradizionale della WWE (per una volta in senso non negativo) potrebbe non beneficiare a nessuna delle parti in causa.

E qui, per certi versi, possiamo già escludere una delle suggestioni circolate da settimane: Finn Bàlor, Johnny Gargano, Tommaso Ciampa, il rampantissimo Keith Lee, nessuno di loro sarà il vincitore della Rumble.

Dopo il cappotto delle Series, che figura ci farebbe il main roster se la vittoria andasse a NXT, magari con il suo unico partecipante (ma il discorso varrebbe anche se fossero tutti e tre) rispetto alla mole di Superstar provenienti da Raw e SmackDown? E anche nel caso di Raw c'è una possibile precisazione da fare: Brock Lesnar, di questa Rumble, rappresenta il male anche in un'ulteriore senso.

Perché in quanto iscritto al rissone a 30, peraltro con l'ingresso numero 1 e il titolo di WWE Champion non in palio, di fatto rappresenta l'altro trofeo della contesa. Chi sarà l'ultimo sopravvissuto sul ring andrà a WrestleMania, ma lo stesso farà con ogni probabilità colui che riuscirà a eliminare la Bestia.

E, a meno di nuovi sconvolgimenti che è difficile credere siano bene accolti da Fox e Usa Network, se Brock sarà eliminato a farlo sarà un membro del suo stesso roster. Insomma, il prossimo rivale del campione di Raw verrà da Raw.

E automaticamente il vincitore effettivo della Rumble non potrebbe che essere di SmackDown. Questo lo pone lungo il tragitto di Bray Wyatt, o The Fiend. Ma chi attualmente potrebbe davvero rappresentare un ostacolo credibile per The Fiend? Nel roster blu siamo ancora fermi a Roman Reigns (peraltro incastrato nella faida con i vari King Corbin, Dolph Ziggler, Robert Roode e compagnia cantante), Braun Strowman, Shinsuke Nakamura, John Morrison, Big E.

Più i quasi impossibili The Miz, Dolph Ziggler e Elias. Chi tra loro è un papabile? Strowman, forse, ma già in passato la WWE non si è fidata (in più sembra già in odore di titolo intercontinentale).

Reigns, sicuramente, ma ributtarlo subito in zona main event dopo il lavoro egregio compiuto per farlo nuovamente amare dai fan potrebbe rappresentare un azzardo, se non addirittura un clamoroso errore. E allora? Rimangono quelle pedine vuote, che chissà se non nascondano le risposte ai vari quesiti di cui sopra.

Magari anche per Brock Lesnar, nel caso in cui si ripresentasse Cain Velasquez (e sarebbe un main event di WrestleMania già bello che confezionato). Si è poi parlato di Edge, ovviamente di CM Punk. Addirittura di Undertaker.

E se fosse lui, il vecchio ministro dell'oscurità, colui che detronizzerà il demone dei giorni moderni? Magari una vittoria alla Rumble (agevolata da un numero basso), un match a WrestleMania molto psicologico e molto poco fisico, e quindi alle Survivor Series il tanto agognato ritiro.

A trent'anni esatti dall'esordio, nello stesso luogo e nello stesso evento. Che possa essere così? Per ora evitiamo di rispondere, per non cadere nel tranello delle facili illazioni in questa guida alla Royal Rumble che abbiamo promesso di scrivere utilizzando un solo criterio: quello della logica.