Dirty Deeds - Verità scomode: The Fiend fa vittime, la WWE spreca The Miz


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Dirty Deeds - Verità scomode: The Fiend fa vittime, la WWE spreca The Miz

Il 2020 della WWE si è aperto a Memphis, dove si è tenuta la prima puntata di SmackDown del decennio. Una puntata dal sapore vintage (oltre all'ormai abituale Daniel Bryan in versione American Dragon abbiamo visto Sheamus con il look degli esordi e addirittura John Morrison, come se fosse la prima puntata del 2010 e non quella della decade successivo), ma in cui abbiamo anche scoperto che il filone che aveva chiuso l'anno vecchio prosegue imperterrito.

Stiamo ovviamente parlando del tema di un Bray Wyatt che cambia personalità a chiunque si stagli sul suo cammino, ormai nemmeno più solo quando assume le sembianze di The Fiend. E la nuova vittima del suo trattamento "hurt/heal", dopo Finn Bàlor, Seth Rollins e lo stesso Daniel Bryan, è rappresentata da un The Miz che quasi in sordina è tornato tra le fila dei cattivi (o quantomeno sembra averlo fatto).

E sicuramente i suoi mesi rappresentano una delle occasioni sprecate più colossali che la WWE abbia prodotto negli ultimi tempi. Il 2019 di The Miz è stato un fallimento totale, ne avevamo già parlato.

Ma la colpa non è di questo ragazzo, che comunque da quasi 15 anni fa tutto quello che gli viene detto di fare, e lo fa inevitabilmente sempre bene (ultimamente è migliorato addirittura dal punto di vista tecnico).

Il problema è più profondo, ed è di scrittura se non addirittura ideologico. Su The Miz la WWE ha deciso di investire negli ultimi tempi con un progetto che non sembrava poter fallire: preso atto della capacità di suscitare emozioni da parte di questo ragazzo, rinchiuso nei canoni del "cattivo ragazzo" praticamente dal suo esordio, lo aveva reso il personaggio forse definitivo.

Una persona qualunque, entrata in WWE dalla porta di servizio e che dopo aver raccolto un risultato dopo l'altro con il suo atteggiamento da canaglia, era diventato un modello da seguire per tutti. Grazie a una svolta che può capitare a tutti: quella di aver messo su una famiglia.

Difficile trovare un personaggio con cui identificarsi in maniera più profonda: The Miz possiamo essere davvero tutti noi. E capita con pochissime Superstar. Poi per qualche motivo si è deciso che "l'uomo in cui tutti possono identificarsi" non potesse battere "il figlio del capo", Shane McMahon.

E da quel tunnel The Miz non è più uscito, nonostante alcuni piccoli capolavori come le recenti interazioni con l'amiconemico Daniel Bryan. Ora tutto è stato cancellato, senza un vero motivo, altro tassello nella 10 Years Challenge che la WWE sembra aver varato in questo avvio di 2020.

Peccato che con The Miz abbia buttato via una delle storie più autentiche che avesse creato negli ultimi anni. Senza forse rendersene nemmeno conto fino in fondo.