NXT: The Future Is Now #13 - I titoli hanno un valore



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NXT: The Future Is Now #13 - I titoli hanno un valore

Nel mese di novembre NXT ha vissuto il suo mese di massimo splendore tra NXT TakeOver: War Games, i grandi apici raggiunti dalla divisione femminile e la grande vittoria contro Raw e SmackDown a Survivor Series. Ma dopo un periodo così pieno di eventi è fisiologico che ne arrivi uno più piatto, il quale capita in un periodo dell’anno in cui storicamente l’intera WWE non risulta per niente dinamica, con tutti gli spettatori che sono più interessati a trascorrere delle buone feste che a guardare gli show della federazione di Stamford, e l’edizione di quest’anno di TLC ne è il perfetto esempio.

NXT, però, è riuscito a creare qualcosa di buono anche in queste settimane complicate, nonostante il prossimo TakeOver disti più di due mesi. Nelle ultime settimane, infatti, il brand nero-giallo ha dovuto mostrare le conseguenze di War Games, con Adam Cole che ha dovuto difendere il titolo contro i grandi vincitori del weekend di Survivor Series e con Shayna Baszler che ha affrontato la sua sfidante più promettente.

Ma andiamo con ordine. Nel main event di NXT TakeOver: War Games, il Team Ciampa ha sconfitto l’Undisputed Era, spingendo il suo capitano ancora più vicino all’NXT Championship detenuto da Adam Cole. Finn Bàlor ha sconfitto Matt Riddle nel suo primo match del suo nuovo stint nello show del mercoledì sera e si è confermato come una delle minacce più pericolose al regno di Cole da quanto lo show è stato spostato su USA Network.

Infine, oltre ad aver aiutato a portare il Team Ciampa alla vittoria nel War Games, Keith Lee si è prepotentemente imposto come una delle più grandi sorprese degli ultimi mesi grazie alla sua prestazione eroica a Survivor Series, quando è arrivato a un passo dallo sconfiggere sia il Team Raw che il Team SmackDown praticamente da solo.

Era, dunque, sensato che uno di questi tre lottatori ottenesse una chance alla cintura massima di NXT; dopo un triple threat match per il posto di #1 contender, Finn Bàlor ha affrontato Adam Cole con il titolo in palio, in un match che ha dimostrato ancora una volta quanto Cole sia fondamentale per questo brand.

Oltre ad una buona storyline e a delle ottime contese, tutto questo non ha fatto che fortificare lo status dell’NXT Championship, perché dobbiamo ammettere che spesso i titoli massimi finiscono di perdere prestigio (specialmente nel main roster) per fare spazio alle grandi rivalità del momento.

E invece l’importanza del titolo massimo è fondamentale per uno show, sta alla base e non può essere sminuita. NXT riesce molto bene in questo, perché i tre wrestler sopracitati, che nelle settimane precedenti avevamo provato tutto il proprio valore, hanno dimostrato di avere come obiettivo massimo proprio la cintura detenuta da Adam Cole e si sono dati battaglia l’un contro l’altro per sfidare il campione, ovvero colui che rappresenta il simbolo di un brand e, quindi, l’uomo da battere.

Questo concetto è stato ancor meglio espresso da ciò che è accaduto nella divisione femminile. Grazie alla sua vittoria della scorsa settimana, Rhea Ripley è diventata la nuova campionessa femminile interrompendo l’interminabile regno di Shayna Baszler, che ha elevato il titolo come mai nessuno prima d’ora.

Negli ultimi anni la divisione femminile di NXT è sempre riuscita nello scopo di dare prestigio al titolo (vedi il regno da record di Asuka), ma quest’anno sono state raggiunte nuove vette ed il match di sette giorni fa ne è l’esempio.

Shayna Baszler, infatti, ha tenuto il titolo femminile più di chiunque altro (anche più di Asuka, ma in due regni distinti), è stata la prima donna a vincerlo due volte ed il secondo regno è durato più di un anno, più di quanto tutti pensassimo visto che nei TakeOver più importanti era sempre data come sfavorita.

Per tutto il 2018 ed il 2019, la Baszler ha tenuto sotto ostaggio l’intera divisione femminile, terrorizzando il locker room e tutte le sue possibili sfidanti e dandoci l’idea di una campionessa veramente dominante.

Tra le sue vittime si contano Ember Moon, Dakota Kai, Kairi Sane, Bianca Belair, Io Shirai, Mia Yim, Candice LeRae e tutte quelle poverine che settimana dopo settimana si sono ritrovate intrappolate nella micidiale Kirifuda Clutch.

Anche quando sembrava che il suo tempo da campionessa stesse arrivando agli sgoccioli, ci siamo sempre ritrovati Shayna Baszler con le braccia alzate alla fine degli show e con la domanda: “Chi riuscirà finalmente a sconfiggerla?”.

Ed è esattamente questo quello che dovrebbe farci chiedere un vero campione, specialmente se questo campione è un heel, perché è solo in questo modo che un titolo guadagna prestigio, e se un titolo guadagna prestigio ne beneficia chi finisce per conquistarlo o anche solo chi si presenta come una minaccia per il campione.

Tornando al match della settimana scorsa, Rhea Ripley sembrava la donna giusta per sconfiggere una volta per tutte la Submission Magician e così è stato, a seguito di una costruzione costante e sempre efficiente, che è passata per una convincente vittoria a War Games e per una prestazione da urlo a Survivor Series.

Il match è stato molto diretto, con entrambe le lottatrici che sono salite sul ring non per mettere in scena una contesa memorabile, ma per distruggere l’avversaria e per mettere le mani su quel titolo. E così il pubblico, perché per una volta i fan non erano interessati al match per vedere cosa ne sarebbe uscito fuori dal punto di vista dello spettacolo, ma per sapere chi avrebbe vinto.

È questo che una sfida finale dovrebbe trasmettere ed è una sensazione che negli anni si è andata via via a perdere. Quindi dopo una contesa sostanzialmente breve e decisiva, Rhea Ripley è riuscita in quello che in molte prima di lei avevano fallito ed è stata lanciata come la capostipite della nuova divisione femminile di NXT.

La chiusura dello show rappresenta esattamente quello che è stato detto fino ad ora: l’intero roster di NXT è salito sul ring per festeggiare la vincitrice, colei che ha appena portato a termine un’impresa considerata da molti impossibile, colei che ha posto fine ad un regno che pareva essere infinito.

Con un solo conteggio di tre, Rhea Ripley è stata dipinta come una vera eroina e tutto questo non sarebbe stato possibile se il titolo delle donne non fosse stato gestito in maniera magistrale durante gli ultimi due anni e se Shayna Baszler non avesse svolto questo lavoro impeccabile.

Pensate alle differenze che avremmo avvertito se questo tipo di passaggio titolato fosse avvenuto dopo un regno di breve durata e con una campionessa per niente convincente… Anche io che, a dirla tutta, non vedevo nella Ripley la perfetta scelta per interrompere il regno di Shayna Baszler, non ho potuto che emozionarmi su quel conto di tre, perché ho avvertito che in quel momento la storia era appena stata scritta, perché ho avvertito tutta la soddisfazione della vincitrice che era riuscita a realizzare il suo obiettivo e quella del pubblico che, per quanto “smart” possa dirsi, nel profondo non vedeva l’ora che qualcuno spodestasse la regina cattiva dal suo trono.