Dirty Deeds - Verità scomode: Firefly FunHouse finita? Lo sguardo che parla



by MARCO ENZO VENTURINI

Dirty Deeds - Verità scomode: Firefly FunHouse finita? Lo sguardo che parla

Che cosa può dare vita a un colossale pasticcio in WWE? Tante cose, ma una delle più semplici è sicuramente piazzare un bel Draft a cavallo tra due ppv (sempre ammesso che Crown Jewel sia definibile ppv) e piazzare i due grandi avversari uno in un roster e uno nell'altro.

Così ci siamo ritrovati nella puntata di Raw tenutasi lunedì scorso a Denver (Colorado) a cercare di capire che ne sarebbe stato di Seth Rollins e Bray Wyatt, protagonisti loro malgrado del feud più atteso e poi più deludente degli ultimi anni, e di un main event come quello di Hell in a Cell che la WWE stessa ha fatto di tutto per provare a cancellare dalla memoria collettiva.

Il problema è che Seth è ancora a tutti gli effetti a Raw, mentre Bray è finito a SmackDown. Ma i due si affronteranno ancora per il titolo di Universal Champion appunto a Crown Jewel: "It's a spoiler", direbbe Paul Heyman. Come potrebbe il titolo assoluto di Raw (e cioè di Usa Network) finire a SmackDown (e quindi alla Fox)? La domanda è retorica, e soprattutto ne presuppone un'altra: davvero qualcuno si aspetta che possa vincere The Fiend in qualsiasi modo?

Al di là del fatto che un'entità che non può perdere è destinata a non vincere (ennesimo cortocircuito Made in Stamford), il problema è un altro. A Denver abbiamo visto Seth Rollins andare a caccia di Bray, trovarlo, irrompere nella sua Firefly FunHouse e darle fuoco. "Burn it down!", ha urlato il campione, con voce roca e spietata che ha vagamente richiamato i suoi fasti da perfido portabandiera dell'Authority nel sottovalutato biennio 2014-2015.

Gli aspetti privi di logica di tutto questo non sono mancati, il più grave dei quali è: come diavolo ha fatto Seth Rollins, dall'arena di Denver, a penetrare nella Firefly FunHouse? Bray si nasconde in Colorado, dunque? O la sua casetta fatata si sposta per il Paese a seconda di dove si gira Raw? Terribile errore quello di mischiare il terreno (un lottatore e "essere umano" come Rollins) con il magico: la FunHouse ce l'eravamo sempre immaginata come un "luogo/non luogo", forse addirittura frutto della fantasia del suo creatore Bray Wyatt che cerca di non abbandonarsi alla sua metà più abietta e malvagia.

E proprio questo aspetto ci dà lo spunto per analizzare il momento migliore del segmento: Bray che riemerge dal primo pestaggio di Seth e gli chiede "Perché mi stai facendo questo?", con un'espressione genuinamente disperata. Si tratta solo di qualche secondo, che ci aiuta però a capire quanto bravo sia questo ragazzo a trasmettere sensazioni. Anche quella della pietà, proprio come avvenne in occasione di un altro incendio, quello di Randy Orton al suo vecchio Compound (anche all'epoca lo analizzammo in un Dirty Deeds, ECCOLO).

Bray implora Seth, o forse è Windham Rotunda a implorare la WWE: perché ancora, perché a me? Sì, perché si mormora che questa potrebbe essere stata la vera fine della Firefly FunHouse, una decisione che potrebbe avere senso solo di fronte a un piano creativo davvero mirato e ambizioso, ma che in generale appare prematura. Questi segmenti erano ancora nel loro massimo picco, ancora funzionavano, soprattutto The Fiend ancora ne aveva bisogno.

Cosa succederà ora? Il rischio è che un grande vuoto, ancora una volta, avvolga non solo il malvagio personaggio, ma anche quel Bray Wyatt che gli ha dato vita rendendolo una delle sensazioni della WWE. SmackDown si è presentata alla Fox con la più grande ovazione che non fosse di The Rock riservata alla sigla di quel particolarissimo segmento, e a distanza di due settimane forse la WWE lo cancella.

Il senso di tutto questo, se davvero così fosse, è difficilissimo da trovare. E d'altra parte quello sguardo parla, a Seth Rollins come alla WWE e a tutti noi. E la sua grande domanda, comprensibilmente, è: perché?

Bray Wyatt Seth Rollins