Dirty Deeds - Verità scomode: WWE, porta a Raw un pizzico di SmackDown!


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Dirty Deeds - Verità scomode: WWE, porta a Raw un pizzico di SmackDown!

Due puntate a New York, al Madison Square Garden (una per Raw e una per SmackDown). Due leggende, Stone Cold Steve Austin e Undertaker. Uno show comune da preparare, Clash of Champions. Quale sunto possiamo dare alla settimana? Che dopo settimane di ritrovata gloria, Raw è di nuovo andato pericolosamente in sordina.

E che SmackDown, dopo la confusione dominante per tutta l'estate, è tornato a dare la paga allo show cosiddetto "di punta" della WWE (e alla Fox possono certamente sorridere). Partiamo da SmackDown? Perché lo show blu è stato più gradevole di quello rosso? Semplice, ha mischiato le carte e lo ha fatto bene.

Abbiamo visto due stelle nascenti affermarsi sempre di più, nonostante arrivassero praticamente dal nulla cosmico degli ultimi mesi (Rowan e Chad Gable), abbiamo visto portare avanti delle storyline non legate semplicemente ai titoli (lo stesso Rowan contro Roman Reigns con Daniel Bryan sullo sfondo, ma soprattutto il nuovo capitolo dell'eterna faida tra Shane McMahon e Kevin Owens, con quest'ultimo che per l'ennesima volta è stato licenziato dal primo), abbiamo visto la storyline per il titolo assoluto portata avanti con coerenza facendo un occhiolino alla storia, grazie al Legdrop di Kofi riprodotto esattamente come arrivò dieci anni fa.

E dall'altra parte della barricata? Dall'altra parte della barricata abbiamo un campione assoluto e un primo sfidante talmente mosci da non sembrare nemmeno tali. Sì, è servito Steve Austin per far loro firmare il contratto del match di Clash of Champions dopo settimane di stasi.

Ma non perché i due non riuscivano a cooperare, bensì per le costanti incursioni di AJ Styles! Che è già campione di qualcos altro! E che a Clash of Champions affronterà un altro avversario!

Ma allora a cosa serve che Seth affronti Braun? A cosa serve adesso? A far passare un altro mese da campione a Seth senza colpo ferire? Ad apparecchiare la tavola per la sfida a The Fiend di Hell in a Cell? A fargli sconfiggere qualcuno che tanto non vincerebbe mai? Ma allora non ha senso mandare Strowman, che è comunque un big guy che la WWE dovrebbe preservare, sarebbe stato meglio organizzare la solita Battle Royal a caso e farla vincere a un Drake Maverick qualunque.

E invece no: a Raw si ostinano a presentare sempre e solo i soliti quattro main eventer, che ora sono diventati tre in assenza di Roman Reigns: Seth Rollins, Brock Lesnar, Braun Strowman. Al di fuori di qui, nessuno sembra degno di lottare per il titolo di Universal Champion, con il risultato che ogni ppv sembra visto e rivisto.

E in questo caso nemmeno ci sono scuse, perché è stata affrettata una storyline che poteva anche funzionare (i campioni di coppia che finiscono con il litigare) e che invece finirà in ogni caso già domenica, visto che sappiamo che arriverà Bray Wyatt.

Ma allora non era il caso di inventarsi un nuovo Rowan, o Chad Gable, anche a Raw? Evidentemente no. Lo sappiamo: Fox sta per mettere le mani su SmackDown, e vuole un prodotto di qualità. La speranza è che nel corso dell'annunciato Draft di metà ottobre qualche grosso calibro finisca anche sul lato rosso della luna, o altrimenti qua rischiamo di arrotolarci su noi stessi.

E al netto dei team creativi che cambiano e dei direttori esecutivi che si rinnovano, gli uomini quelli sono. E devono essere cambiati. E Dio solo sa quanto a questo Raw serva un pezzettino di SmackDown, ora come ora...