Dirty Deeds - Verità scomode: il lato buono di Rowan contro Roman Reigns


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Dirty Deeds - Verità scomode: il lato buono di Rowan contro Roman Reigns

Questa rubrica solitamente funziona secondo alcuni canoni ben precisi: sviscerare un episodio saliente, o uno snodo narrativo particolarmente importante, di Raw o SmackDown cercando di capirne le eventuali conseguenze, volute o meno che siano.

E tante volte in passato ha preso segmenti più o meno riusciti e li ha demoliti. Per questa settimana, invece, invertiamo lo schema. Sì, perché l'eterna telenovela di "Hanno ucciso Roman Reigns (o quantomeno ci hanno provato), chi sia stato non si sa" poteva finire in mille modi diversi, ma quello che forse pochi si aspettavano e nessuno sperava era che alla fine il responsabile fosse Rowan senza Daniel Bryan.

E invece proprio questo è ciò che ci ha raccontato l'apparenza dell'ultima puntata di SmackDown, quella di Norfolk (Virginia). E la card di Clash of Champions conferma proprio questo. Ora: il fatto che in WWE abbiano pasticciato e non poco durante la costruzione di questa faida non è solo evidente, è stato confermato anche da una serie di voci che si sono rincorse e assommate l'una sull'altra nel corso dell'estate.

Altrettanto evidente è che la resa dei conti finali dovesse essere diversa da quella a cui assisteremo ora, ma che la WWE ha talmente incasinato il quadro che ora tornare indietro non si può più. Non che in passato non sia capitato di negare l'evidenza e prendere in giro l'intelligenza dei fan, ma anche la faccia tosta ha un suo limite.

E quindi eccoci qui: che Rowan contro Roman Reigns sia. Solo una notizia disastrosa per i fan della WWE e soprattutto del wrestling in senso lato? Non per forza. Perché sono anni che ci diciamo e ripetiamo che in WWE manca il ricambio generazionale.

Che le storyline principali sono sempre affidate ai soliti 10 (anzi, diciamo 8: Brock Lesnar, Roman Reigns, Seth Rollins, AJ Styles, Daniel Bryan, Kevin Owens, Braun Strowman per perdere, Samoa Joe per perdere). Che a forza di mischiare sempre le stesse carte non sarà mai possibile creare una generazione nuova di stelle contemporanee, tanto che poi in Arabia Saudita bisogna mandare Undertaker e a WrestleMania bisogna chiamare John Cena.

Bene: eccoci (completamente a caso) Rowan. Rowan è un fuoriclasse? Probabilmente no. Rowan è una stella della WWE? Assolutamente no. Ma questa faida, se davvero sarà incentrata su di lui, potrebbe consegnarci un nuovo main eventer, completamente imprevedibile fino a un paio di mesi fa.

E ovviamente con Roman Reigns perderà, non ha senso che non lo faccia. Ma se adesso in WWE decideranno di presentarlo come si deve, forse potrebbero avere un nuovo cavallo da tiro su cui puntare. Lo hanno trovato completamente per caso, anzi potremmo dire che è saltato fuori "nonostante" la WWE (che da prima di SummerSlam ha sbagliato tutto ciò che poteva sbagliare in questa storyline).

Ma i fatti ci dicono che ora a SmackDown c'è una nuova minaccia, e che ad arrestarla sarà chiamato proprio il volto immagine della federazione. Tanto basta per sfruttare l'onda e insistere su questo Rowan, rendendolo il pezzo da novanta che non è. E traendo qualcosa di buono da una storyline che è stata solo un piccolo, grande disastro.