Dirty Deeds - Verità scomode: SummerSlam, la festa più confusa dell'estate


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Dirty Deeds - Verità scomode: SummerSlam, la festa più confusa dell'estate

E così è già arrivato il momento di SummerSlam, tra una completamente non necessaria riunione di leggende e attentati a grappolo contro uno che nemmeno fa parte della card dello show. E dire che quest'anno ci sarebbe tutto sommato poco di cui lamentarsi, guardando i match che si terranno nell'evento più importante dell'estate WWE.

A Stamford sicuramente le idee non sono mancate, e sono state anche buone, peccato che siano state tantissime e molto confuse, tanto da finire tutte in un estivissimo frappé (la stagione quella è) dove non tutti gli ingredienti si sono amalgamati.

Ma andiamo con calma. Non si può che partire da uno dei temi dominanti di questa torrida estate di Stamford: la riscrittura degli show. Certo, tu puoi anche nominare Paul Heyman e Eric Bischoff direttori esecutivi di Raw e SmackDown (con compiti effettivi tra l'altro ancora tutti da dimostrare), puoi nominare anche Batman, Superman, Cristiano Ronaldo o il Papa, ma se poi ti si piomba sistematicamente Vince McMahon nel giorno degli show (rigorosamente due, tre, massimo quattro ore prima che comincino) e ti fa riscrivere tutta la puntata da capo perché non gli piace, beh, se succede tutto questo non è che puoi andare troppo lontano.

Al di là del caos generalizzato nei lunedì e martedì notte targati WWE, i veri effetti della baraonda si sono visti nella costruzione di questo SummerSlam. La situazione più delineata è forse quella che riguarda Brock Lesnar e Seth Rollins, forse il big match che meno solletica le fantasie generali per essere già stato visto e rivisto (onore al merito a Heyman se riuscirà a restituire al povero Seth l'interesse che sei mesi di booking pigrissimo gli hanno ucciso).

Tutto sommato è cresciuta anche l'attesa per lo scontro tra Kofi Kingston e Randy Orton, nonostante le premesse sembrassero un po' incollate con lo sputo ("Tu dieci anni fa hai provato a impedire la mia esplosione in WWE?", e meno male che quello delle vendette lente era Kane!).

Grande attesa anche per Bray Wyatt, nonostante Finn Bàlor (che ancora una volta la WWE si è ben guardata dal pubblicizzare in alcun modo), e anche per la resa dei conti tra Shane McMahon e Kevin Owens, che anzi è andata forse un po' troppo per le lunghe.

Affrontato l'argomento di questi match (che comunque non sono pochi), addentriamoci nel casino: tutte le costruzioni di tutti i match femminili sono state una autentica baraonda, ma il culmine forse è rappresentato da Charlotte Flair vs Trish Stratus: un match del genere, che non ha eguali nell'intera storia della divisione, non può nascere per un capriccio della Regina e con due settimane di costruzione.

Si tratta di qualcosa di davvero epocale, e che invece è stato buttato via alla bell'e meglio. Non è certo migliore il destino delle due campionesse: Natalya ce l'ha con Becky perché quest'ultima le ha detto "non sei mia amica", Ember Moon con Bayley perché le fa da amica.

Ma che è? Poi ci sarebbe da aprire il capitolo Dolph Ziggler contro The Miz, anzi no contro Shawn Michaels, anzi no contro Goldberg: il personaggio dello Show Off sta funzionando, e anche bene. Però l'evoluzione di questa storyline è stata troppo confusa (oltre al fatto che, se nessuno leggesse articoli di wrestling nel corso della settimana, vi sfidiamo a ricordarvi che Dolph avesse provocato Goldberg nei suoi vari promo).

Il culmine, però, sono gli attentati a Roman Reigns: prima gli cade addosso un'impalcatura (o meglio, gli si avvicina e poi gli cade addosso), quindi viene quasi investito da una macchina. A Raw e SmackDown ci dicono solo che non è stato Samoa Joe, che forse è turnato face e forse no.

In settimana girano dei fermo immagine che mostrano Buddy Murphy e Rowan, la WWE NON li mostra in tv, ma ci fa capire che Roman Reigns li abbia scovati. Ma scusate: non avrebbe avuto più senso mostrarli anche a SmackDown? Se a Detroit avessimo visto la foto che circolava sul web, con Buddy Murphy di spalle che si allontana, il fatto che Roman abbia assalito lui e non un altro avrebbe avuto senso: così invece è solo sembrato che se la sia presa con il primo che ha trovato.

E poi: "Chi è stato, è stato Rowan. Con Daniel Bryan, no senza Daniel Bryan" La telecamera mostra il ring e inquadra Daniel Bryan apparentemente sconvolto e Rowan impassibile. E la puntata finisce. Ma quindi? Chi è stato? Murphy si è inventato tutto? Daniel Bryan c'entrava? Rowan ha perso la testa e ha agito da solo alla "I did it for The Rock"? Non lo sappiamo.

E il guaio è che nel frattempo l'ora di SummerSlam è giunta. L'ora di un ppv che sarà sicuramente imperdibile, ma con meno caos avrebbe regalato qualche gemma in più.