Dirty Deeds - Verità scomode: cara WWE, c'è Attitude e Attitude


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Dirty Deeds - Verità scomode: cara WWE, c'è Attitude e Attitude

Raw e SmackDown hanno come direttori esecutivi rispettivamente Paul Heyman e Eric Bischoff e, senza un reale motivo, a due settimane da SummerSlam la WWE decide di organizzare una grande passerella di Superstar di ogni tempo: Raw Reunion.

E per i nostalgici è un'occasione d'oro: ah, i bei tempi che furono!, ah, quando c'erano loro!, ah, l'Attitude Era! Attenzione: l'Attitude Era è figlia di un'epoca passata e che non tornerà, pensare di riproporla 18 anni dopo è da un lato follia, dall'altro mancanza di fiducia e rispetto per chi tira la carretta al giorno d'oggi.

Con qualche segnale arrivato sia dalla puntata di Raw in questione che da quella di SmackDown del giorno dopo: essere Attitude nel 2019 si può, basta farlo al passo con i tempi. E se si accetta questo, possono venire fuori anche cose ben fatte.

Se invece ci si guarda alle spalle e basta, guarda caso, escono le ciofeche. Partiamo dalle dolenti note: Raw Reunion. Che non è stato affatto una brutta rimpatriata: ai criticoni sempre e comunque consigliamo di recuperare Raw 25th, quello sì che fu uno strazio totale e senza attenuanti (che rischiò anche di distruggere l'allora imminente Royal Rumble).

E il desolante scambio di battute in chat che ebbero all'epoca due appassionati (rimasti anonimi), che in tre ore passarono dall'entusiasmo allo sconforto più totale, è lì scritta nero su bianco come monito contro gli abissi che il piattume creativo della WWE può generare.

Qua è andata meglio, tranne ciò che proprio non andava sbagliato: Seth Rollins. Un uomo copertina della WWE, uno che a inizio anno era sostenuto da tutti e che sei mesi dopo si ritrova a essere una delle figure più urticanti della compagnia di cui dovrebbe essere il trascinatore.

Due i punti più bassi della sua imbarazzante notte di Tampa: l'imitazione di Paul Heyman che dice "Brock Lesnar" e il ruolo estemporaneo di leader della DX. Saremo sbagliati noi, ma vedere Seth cooperare con Triple H, prendergli in prestito le catchphrase, scimmiottarlo, per noi è una nota stonata.

Che mortifica la storia sua e della WWE, che ce lo ha presentato come un pupillo (heel) della dirigenza (heel) e uno che era riuscito a sdoganarsi proprio dal Triplo e dalla sua ingombrante ombra. Tutto questo, ora, oltre a non avere senso crea proprio disagio.

E delegittima un fuoriclasse che già da "Uomo di The Man" aveva visto le proprie quotazioni precipitare senza un vero motivo. Come essere Attitude nel 2019 nel modo giusto? Prego sintonizzarsi su SmackDown e vedere quello che hanno combinato The Miz, Dolph Ziggler e Shawn Michaels a Miami.

Essere Attitude non significa urlare "Suck it!" a caso, significa che il confine tra la bontà e la cattiveria è sottile, significa non capire bene se chi parla lo sta facendo a titolo personale o perché sta recitando il copione, significa che il buono è buono ma anche il cattivo ha le sue ragioni.

E ci fa aspettare con trepidazione la prossima puntata della storia. Diciamo la verità: il senso di una puntata di MizTV con ospite HBK non ci era chiaro. Lo è diventato quando è arrivato un Dolph Ziggler sempre più bravo a parlare fuori dai denti e sparare bombe al plutonio tra la rabbia e la disperazione, con quello spirito da: "Vorrei non doverlo dire, ma lo dico perché è quello che penso"

Onore al merito anche al buon vecchio Heartbreak Kid, che ha accettato di sentirsi dire in mondovisione che il suo rientro in azione è stato ridicolo. Fino addirittura a confermarlo. Eccellente anche The Miz, ora buono ma coerente a ciò che è sempre stato: un provocatore.

E che ci ha trasmesso una vera lezione: lamentarsi non serve, se non ti piace la vita che stai facendo devi agire e riprendertela in mano. Insomma: avevano ragione tutti. E se adesso per qualsiasi motivo dovessimo vedere un evitabile match tra Dolph e Shawn, ragazzi, avrebbe senso.

Avrebbe dietro una storia con i fiocchi. Vorremmo capire chi vince, perché entrambi hanno motivo di volersi battere e prevalere. E questa è la vera Attitude, anche nel 2019. Non entrare per cinque minuti nella DX, da volto copertina della compagnia, in una stable che vent'anni fa era di ribelli e oggi di anziani personaggi tutti in un modo o nell'altro coinvolti nella dirigenza della compagnia a cui si ribellavano nei "bei vecchi tempi andati"