APRON RING

JON WERTHEIM&CM PUNK; Tiriamo le somme.

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by Gai Dillinger Maito

"Il backstage è infestato da squali". "Il pro Wrestling è fake, nonostante tutti sostengano sia programmato a tavolino" Mah, vorrei parlarne su queste sentenze espresse da Brooks nel Q&A avuto con un tale Jon Wertheim (che voi tutti conoscerete di sicuro) per Sports Illustrated.

E quindi salve a tutti cari amanti della WWE e cari CMHaters e CMMarks, io sono Gai Dillinger Maito e questo è l'articolo di oggi! Sarebbe stufante sia per me e sia per voi passare alle solite introduzioni e premesse di rito, quindi vado subito all' osso; Dopo aver ricordato a tutti noi il suo nuovo stile di vita e su quanto esso sia molto più comodo rispetto alla vita on the road prevista dalla WWE, considerazioni che possono essere considerate passabili a parer mio, ha espresso la sua opinione su ciò che succedesse nel backstage WWE durante il suo stint a Stamford.

E, se il tutto si potesse esprimere in un enunciato, si potrebbe dire, a detta di Punk, che: "Il Wrestling è uno sport non programmato ma finto, amministrato da squali che tutto sanno e masticano della politica, una disciplina così finta che che lo stiff è ammesso ugualmente e che per essere il "King of the mountain" non devi avere ottime capacità e inanellare ottime prestazioni, ma devi fare breccia nel cuore dei fans e conquistarti la fiducia della dirigenza".

Innanzitutto è risaputo che il backstage della WWE agisca come un enorme orologio, in cui tutti gli ingranaggi devono girare nel verso giusto e costantemente affinché tutto funzioni al meglio. E penso sia risaputa la politica che vige dietro le quinte della WWE ed il fatto che Vince abbia sempre l'ultima parola sugli show.

E, se permettete, vorrei rammentare che questo aspetto sia la principale ragione del comedy eccessivo ed elementare e i grandi punti di monotonia ed incoerenza che son presenti nei weeklies. Nonostante Vince abbia i suoi enormi pregi, e li ha indubbiamente.

Questa politica di competizione vigente da tempo, insieme ai pesanti problemi di salute riscontrati da lui durante il suo stint, lo hanno portato a mollare la sua vita on the road e cambiare aria al fine di provare nuove esperienze, non avendo a suo dire alcuna voce in capitolo in WWE.

Ma ciò che mi ha fatto riflettere, è stato il suo distacco da ciò che è stata la sua grande passione fino ad un anno fa, e che ora disprezza non poco a causa dei torti subiti dalla WWE. La sua frustrazione per me credo sia abbastanza infondata, visto che è stata proprio la WWE a valorizzarlo come atleta professionista di classe mondiale ma che non lo hanno accontentato abbastanza.

Poi il concetto di fake, mi spiace, ma è un concetto che da sempre fa parte della disciplina; Il pro wrestling è fake e programmato, ecco tutto. E' la pura verità. Dico questo perché il fatto che sia fake, non voglio proprio intenderlo come dispregiativo verso la disciplina, ma TUTTI dovrebberlo intenderlo come una componente indispensabile di questo universo che, coadiuvato dalla programmazione e dalle decisioni di scena prese a tavolino, mira a creare intrattenimento nello spettatore e quindi seguendo il suo prefissato obiettivo di business.

Ecco tutto. Ed i rischi coreografici sono ammessi come sempre, ma è parte del mestiere. Poi che altro...? Ah sì! Penso sia risaputo anche il fatto che la WWE funziona in base alle scelte di booking dettate dalla dirigenza, a sua volta stabilite in base a come coinvolgi il pubblico e di come mostri "appeal" nei loro confronti, capisco attaccare e lanciare la consueta frecciata alla WWE per l'utilizzo che, sì, può avergli dato fastidio, ma perché schernire in questo modo anche le altre realtà di pro wrestling solo perché gli rode il rapporto conflittuale che ebbe con la WWE? Capisco la frustrazione dovuta ai suoi problemi di salute che alla fine non hanno trasceso il suo booking, Poi penso che il suo rancore nei confronti della compagnia sia dovuto alla sua politica più che altro, visto che, ripeto, osservando meglio l'atleta a metà 2010 si sono accorti delle sue reali capacità d'intrattenimento ed hanno deciso di puntare seriamente sul suo "salto di qualità".

Tuttavia non vedo come, a causa del suo rancore, possa attaccare anche le realtà indipendenti, quando il suo astio verso la disciplina (evitabile, aggiungo) è derivato solo dal suo rapporto con la WWE. Per carità, Punk ha tutte le sue ragioni per portare rancore verso la WWE, ma quest'apostrofe era risparmiabile di sicuro.

Alla fine si vede che sono delle dichiarazioni dettate dall'odio verso il sistema. Poi oh, Philip può anche aver avuto tutte le ragioni di questo mondo attaccando l'allineamento stiff di alcuni lottatori nell'ambito di uno sport "falsamente programmato" o "determinatamente fittizio" come il pro wrestling, perché alla fine ciò resta comunque un allineamento non consono al contesto, passi per incompetenza, ma volutamente è inammissibile.

Beh, alla fine cosa concludere riguardo queste dichiarazioni? Beh, Punk ha i suoi pregi e i suoi difetti, così come sono state riscontrate le sue verità inconfutabili e le sue apostrofi dettate dall'astio.

Alla fine, ciascuno può fare ciò che gli pare riguardo la sua vita, cambiare aria da qualche parte a causa di rapporti logoranti per quanto insensati o a causa del desiderio di provare qualcosa di nuovo per le sue esperienze personali.

Mal'aspetto che può essere maggiormente contestabile penso sia il fatto che lui porti rancore verso una compagnia che, malgrado la sua politica, lo abbia reso il nome inportante che è oggi, e solo per questo ritengo sia stato davvero evitabile tirare la cinghia così eccessivamente fino a spezzarla del tutto.

Beh, che dire, buona fortuna nell'ottagono CM Punk, perché credo ne avrai bisogno! Ah, e ovviamente grazie di tutte le emozioni che tu e la WWE ci avete regalato. Gai Dillinger Maito .

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