EATER OF WORDS- RAW HA UN DIFETTO CHE FORSE E' UN PREGIO

Lo show rosso è troppo lungo e a tratti noioso, ma ha un merito.

by Alberto Neglia
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EATER OF WORDS- RAW HA UN DIFETTO CHE FORSE E' UN PREGIO

L'ultimo episodio di Raw è stato prevedibilmente costellato di espedienti utili a portare avanti le storyline, a tre settimane da Wrestlemania 33. I match che comporranno la card dello show degli immortali è quasi completamente definita, almeno per quanto riguarda lo show rosso.
Il main event dovrebbe essere il match per il titolo Universale che vedrà contrapposti il campione Goldberg e lo sfidante Brock Lesnar.

Chris Jericho difenderà il titolo degli Stati Uniti contro Kevin Owens, mentre Bayley se la vedrà con Charlotte e Sasha. Il titolo tag team sarà difeso in un triple treath che vedrà competere Cesaro e Sheamus oltre a Enzo e Big Cass, contro i campioni del Club, senza dimenticare il titolo dei pesi leggeri, conteso tra Neville e Austin Aries.

Roman Reigns e Undertaker, infine, si sfideranno in un match inedito, che potrebbe essere l'ultimo che il Phenom disputerà a Wrestlemania (anche se probabilmente non l'ultimo della carriera). Ancora incerto, invece, il match tra Rollins e Triple H, che resterà in sospeso fino all'ultima settimana.

Una card che sulla carta, a dispetto di quanto dicono i critici, fa una discreta figura rispetto a quella di appena un anno fa e all'appello mancano i match di Smackdown Live, che pure si prospettano all'altezza della situazione.

L'ultimo episodio di Raw non ha fornito soltanto spunti utili alla costruzione del PPV più importante dell'anno, ma ha dato indicazioni ulteriori sull'identità di uno show - quello rosso - che da sei mesi vive all'ombra di quello rivale, col quale fatica a competere.

Raw è uno show ibrido e i più attenti si saranno accorti di un particolare: a Raw si è perso più o meno consapevolmente il concetto di main event. Non c'è più un match principale che concluda il lunedì notte e ciò si deve al modo in cui la visibilità delle varie storyline viene dosata da luglio a oggi.

Non esiste, infatti, una storyline che risalti rispetto alle altre. Nessuno saprebbe dire quale sia la storia focale di Raw, mentre a Smackdown è lampante come il confronto tra Bray Wyatt e Randy Orton spicchi rispetto al resto delle rivalità portate in scena.

Qualcuno potrebbe obiettare che sì, la faida tra Lesnar e Goldberg - per la portata dei nomi e per il titolo in palio - sia la più importante di Raw, ma è difficile accantonare l'ennesimo episodio della saga che vede contrapposta l'Authority al babyface di turno, che quest'anno è Seth Rollins (con risultati più confortanti rispetto a quando era toccato a Roman Reigns).

E qualcun'altro potrebbe obiettare che escludere The Undertaker dal primo gradino della gerarchia sia un azzardo, soprattutto visto che il suo avversario sarà un main eventer affermato. Non da meno la rivalità tra Chris Jericho e Kevin Owens, storyline numero uno dello show rosso da settembre a oggi.

La più lunga e intensa, nonché la più sensata. Raw è stato criticato a lungo perché, rispetto a Smackdown Live, manca di una connotazione precisa ed è dispersivo nel modo in cui racconta le storie.

Un difetto, probabilmente, che da un altro punto di vista risulta essere un pregio: a dispetto di quanto credono in molti, tra Smackdown e Raw, lo show innovativo è quest'ultimo, perché ha sovvertito il modo di mettere in scena il wrestling.

Mentre lo show di Shane e Bryan segue i dettami tradizionali, nella scelta degli atleti (diversi veterani) e delle gimmick, quello guidato da Stephanie e Foley è più variegato e ricopre ogni rivalità del medesimo spazio.

Così, risulta difficile stabilire quale sia la storyline principale di Raw, che sta avendo il grande pregio di non trascurare nessun aspetto, nonostante gli antichi difetti rimangano: incoerenza e scelte di booking opinabili su tutto.

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