AEW Revolution 2024 Report (3/3) - Grazie di tutto, Sting

Dopo tre decadi tra Pro Wrestling e leggenda Sting si ritira ufficialmente e ringrazia fan e colleghi

by Cristina Cerutti
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AEW Revolution 2024 Report (3/3) - Grazie di tutto, Sting
© Youtube AEW/Fair Use

  • AEW Women's World Championship: Toni Storm (c) vs. Deonna Purrazzo
Il pacchetto video che precede questo incontro ci ricorda come le due ex amiche, così amiche da incidere sulla propria pelle il medesimo tatuaggio, sono arrivate al punto di essere in procinto di darsi battaglia sul ring in un match che aspettiamo di vedere da ormai un po' di tempo.

“Timeless” Toni Storm, accompagnata come sempre dal maggiordomo Luther e da Mariah May, parte subito in svantaggio fino a che non sfodera qualche sotterfugio poco corretto per difendersi dall'assalto di “The Virtuosa”, che fa di tutto per non concedere nulla né a Toni Storm né ai suoi aiutanti.

Ciononostante la campionessa in carica riesce a portare l'ago della bilancia a pendere dalla sua parte, ma non abbastanza per farcela in autonomia. Ma dove sta il problema? Ci sono Luther e Mariah May apposta per questo, il cui intervento fa sì che Toni Storm vinca l'incontro e si riconfermi campionessa.

  • Will Ospreay vs. Konosuke Takeshita
E siamo nell'ipotetico olimpo di questo evento che finora ci ha dato molte soddisfazioni. Il terzultimo match, che sarà un derby all'interno della Don Callis Family, prevede che ad affrontarsi siano Konosuke Takeshita e uno dei migliori lottatori del momento: “The Aerial Assassin” Will Ospreay.

Fin dalle prime battute è proprio Will Ospreay a dare ampio sfoggio delle sue abilità sul ring e a portarsi in vantaggio in modo positivamente impressionante. Il pubblico è nettamente dalla sua parte, tant'è che esprime il suo disappunto nel momento in cui Takeshita abbozza una reazione.

The Aerial Assassin inanella una serie di mosse ad alto impatto fino a giungere alla possibilità di eseguire un Os-Cuttter dalla terza corda, ma Takeshita riesce ad anticiparlo e ad infliggergli una Sit-Out Powerbomb, ma il tentativo di schienamento naufraga miseramente.

È ancora una volta Ospreay a scrivere le regole del match, e lo fa con uno Stundog Millionaire che lo conduce abbastanza agevolmente ad infliggere un Hidden Blade che gli assegna una meritatissima vittoria. Questo ragazzo sta scrivendo una nuova ed importantissima pagina nel Pro Wrestling, e la sensazione è che questo accadrà molto spesso.

  • AEW World Championship: Samoa Joe (c) vs. “Hangman” Adam Page vs. Swerve Strickland
Penultimo match prima di preparare i fazzoletti, un match arrivato in un modo un po' rocambolesco soprattutto per quanto concerne i due contendenti.

Si è infatti riaperta una rivalità che si poteva già serenamente considerare conclusa per giungere a ciò, e nelle conversazioni che spesso avvengono tra fan quello che stiamo per vedere è un match ad alto rischio per chiunque vinca e chiunque.

Infatti se dovesse vincere Page allora tutto quello che abbiamo visto tra lui e Swerve verrebbe banalizzato e ridicolizzato, se vincesse Joe sarebbe una battuta d'arresto tutt'altro che edificante per la carriera di Swerve (sebbene proprio da una circostanza analoga sia nata la Mogul Embassy) e qualora vincesse Swerve quello di Joe si rivelerebbe uno dei regni titolati meno piacevoli da vedere.

C'è una sola certezza: chiunque vincerà troverà sulla sua strada Wardlow. Con queste premesse prende il via un match, il penultimo: un incontro molto intenso e molto combattuto che nella sua fase iniziale vede Samoa Joe dimostrare che se il campione è lui e non gli altri due un motivo ci dovrà pure essere ed è questa l'occasione migliore per dimostrare questo motivo.

L'incontro ha due grandi costanti: Joe che domina su Strickland e Page è una, Strickland e Page che si scazzottano tra loro è l'altra, ma nonostante tutto va detto che il livello di questa contesa è veramente molto alto.

Per assistere ad una vera e propria svolta dell'incontro dobbiamo attendere un po' Tutto avviene nelle fasi che si riveleranno poi finali del match, ed è Adam Page ad imbastirne la conclusione: a fare le spese della sua foga è anche l'arbitro.

Infatti per terminare il match si rivela necessario introdurre un secondo direttore di gara, ma nel mentre Page ne approfitta per atterrare Swerve servendosi della cintura di Joe. Ad arbitro di nuovo presente Page prova a chiudere i conti con un terzo Buckshot che però Joe riesce ad evitare e a sua volta lo chiude nella Coquina Clutch.

Ad interrompere la manovra arriva Strickland con una Skytwister Press che manda a monte l'azione ma che funge da benzina sul fuoco del pubblico, già sufficientemente estasiato da ciò che sta vedendo. Anche Prince Nana prova a metterci lo zampino lanciando a Swerve la sua corona affinché se ne serva per garantirsi un vantaggio, ma Strickland la rispedisce al mittente e va avanti per la sua strada.

Una strada che, alla lunga, non lo vede come vero e proprio sconfitto del match, ma lo vede comunque ben lontano dalla vittoria che invece viene agguantata da Samoa Joe con una Coquina Clutch, e al terzo arbitro chiamato a dirigere questo incontro rimane solo da sancire la conclusione dell'incontro.

E ora... It's main event time!

  • AEW World Tag Team Championship: Sting & Darby Allin (c) vs. The Young Bucks
Siamo giunti al momento che molti di noi speravano di non vedere mai. Assistere al ritiro di qualcuno che ha scritto una pagina molto consistente nel Pro Wrestling e che da ormai più di tre decadi continua ad aggiungere note a margine è sempre difficile (lo sappiamo per esperienza noi che quando pensiamo ad Undertaker sentiamo ancora un brivido lungo la schiena pensando al suo match di ritiro).

Il ritiro di Sting non è da meno, e già l'introduzione di The Icon lo fa presagire. Dopo l'ingresso degli Young Bucks assistiamo infatti all'ingresso delle più celebri versioni di Sting, e le note di Seek and Destroy dei Metallica aprono la strada al solo, vero e unico: insieme ai suoi figli e a Darby Allin fa il suo ingresso Sting.

L'astio che in queste settimane ha preso vita tra i due team a confronto in questo momento è papabile e sfocia subito in un vero e proprio assalto da parte dei paladini del pubblico nei confronti dei fratelli Jackson, cosa che coinvolge anche i figli di Sting.

C'è anche Ricky “The Dragon” Steamboat che cerca di metterci dei suo fermando uno dei fratelli Jackson, ma tutto ciò che ne ottiene è di essere steso dal fratello che non è nel suo mirino, e c'è anche Ric Flair che sale sul ring offrendosi come scudo a Sting per evitare che i Bucks infieriscano su di lui.

Da parte dei fratelli Jackson c'è anche il tempo per parafrasare Shwan Michaels prima del famoso Superkick a Ric Flair ormai consegnato alla storia, e lo fanno con un “Non ci dispiace, noi ti odiamo” che precede il tentativo di EVP Trigger al quale Sting si sottrae.

I Bucks hanno vita difficile nonostante ci provino in tutti i modi, ma nonostante le congetture di fan e addetti ai lavori il match può finire in un solo modo: con Sting che applica uno Scorpion Death Lock e il rappresentante degli Young Bucks che batte la mano a terra per dire che no, non può resistere oltre.

Tra l'entusiasmo e la commozione Sting si congeda porgendo i ringraziamenti di rito per un momento che non dimenticheremo mai. E su questa note dolce e amara noi ci salutiamo qui e vi do appuntamento a giovedì per l'appuntamento con Dynamite.

PARTE UNO PARTE DUE

Sting
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