Ric Flair non capisce perché la AEW non abbia licenziato CM Punk

La AEW continua a stipendiare un atleta che non si esibisce da mesi

by Simone Brugnoli
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Ric Flair non capisce perché la AEW non abbia licenziato CM Punk

I conflitti all’interno dello spogliatoio AEW sono diventati di dominio pubblico nell’ultimo anno, specialmente dopo che CM Punk ha fatto scoppiare una rissa nel backstage dopo il PPV ‘All Out’. L’ex stella della WWE è stata sospesa da Tony Khan dopo quel bruttissimo episodio ma – nonostante siano già trascorsi diversi mesi – il suo futuro non è ancora stato delineato.

Nell’ultima edizione del podcast ‘To Be The Man’, il 16 volte campione del mondo Ric Flair ha espresso alcune considerazioni interessanti su Punk: “Non lo vediamo sul ring da svariati mesi, ma si continua a parlare incessantemente di lui.

Sono sorpreso che la All Elite Wrestling non lo abbia licenziato dopo quello che è successo in occasione del PPV All Out. Sono contento che stia ancora ricevendo lo stipendio da Tony Khan, ma fatico a comprendere la strategia della AEW.

La compagnia sta versando un sacco di soldi nelle tasche di un atleta che non si esibisce da mesi, mi pare una spesa folle”.

CM Punk è sulla bocca di tutti

La carriera di CM Punk sembrava aver ripreso slancio dopo il suo approdo in AEW, ma il rapporto fra le parti si è deteriorato con estrema rapidità.

Nell’ultima edizione del podcast ‘Strictly Business’, Eric Bischoff ha affermato che CM Punk è sopravvalutato: “Penso che sia sempre stato sopravvalutato e che abbia sfruttato la mistica creatasi intorno a lui quando militava in WWE.

La All Elite Wrestling ha provato a mantenere quella mistica, ma si è capito subito che Punk non era più lo stesso. Fin dal suo primo promo in AEW, si è avuta la sensazione che non avrebbe funzionato. Non so esattamente cosa sia successo dietro le quinte con The Elite e non voglio assecondare le teorie del complotto.

Forse CM Punk aveva davvero buone ragioni per essere arrabbiato, ma avrebbe dovuto evitare di comportarsi in quel modo in conferenza stampa. Si sarebbe dovuto confrontare con Tony Khan privatamente, faccia a faccia, magari con un avvocato presente.

Non puoi andare in conferenza stampa e distruggere il tizio che ti paga lo stipendio e gli atleti con cui devi lavorare”.

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