Le donne nei match non possono sanguinare? Risponde la wrestler AEW



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Le donne nei match non possono sanguinare? Risponde la wrestler AEW

Neanche una settimana fa, Ric Flair si è sfogato nel suo podcast “To Be The Man”, parlando del fatto che secondo lui le donne nel wrestling non dovrebbero sanguinare o fare Cage Matches, a seguito di quello che è accaduto durante l’ultima puntata di AEW Rampage con uno Street Fight che ha fatto sanguinare copiosamente Ruby Soho: “Non mi piace. Cioè voglio dire, tutti hanno la propria opinione, ma certamente non vorrei vedere Charlotte sanguinare,” queste le sue parole per quanto riguarda il sangue.

A rispondere a tali parole, e a critiche in generale dei fans che la vedono come Flair, ci ha pensato Willow Nightingale, compagna di Ruby proprio in quel match, parlando nel podcast di Renee Paquette: “Siamo onestamente tutte molto entusiaste di avere l'opportunità di fare qualcosa di simile. Anna e Tay hanno già fatto questo un anno fa in televisione. Si sono divertite molto. Ci sono dei limiti su quanto grottesco possa essere. Posso parlare solo dalla mia esperienza, non so se questo è il caso di altri match, altri tag match, del wrestling maschile, non so come sono quelle conversazioni. Conosco solo la conversazione che abbiamo avuto noi. A noi è stato permesso di far sanguinare una persona per team. Tutte noi volevamo sporcarci le mani e fare cose folli, ma era tipo: ‘Non possiamo andare oltre’ ’Ok, capito.' Non dovevamo preoccuparci perché Ruby sanguinava abbastanza per tutte.”

Perché per le donne dovrebbe essere diverso?

Willow Nightingale ha proseguito dicendo: “Eravamo davvero entusiaste di tutto. Penso che se la gente si stia agitando un po’ troppo su questa cosa, dovrebbe essere l’ultimo dei vostri problemi. Sanguiniamo ogni singolo mese, nessuno ne parla. Sono sicura che se fosse successo, la gente ne avrebbe fatto una tragedia. Se qualcuno dovesse sanguinare attraverso la propria gear. Sanguiniamo come gli uomini. Prendiamo gli stessi colpi, siamo allo stesso livello di rischio come loro. Non capisco perché ci debba essere un doppio standard nel vedere fisicamente il sangue."