Eddie Kingston: "Anche in AEW ho momenti difficili"



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Eddie Kingston: "Anche in AEW ho momenti difficili"

Apparso a "Wrestling With Freddie" di questa settimana, Eddie Kingston ha parlato della sua infanzia e dei consigli di Ted DiBiase.

Eddie Kingston: "Nella mia vita ho avuto tanti momenti brutti"

Sui problemi che ha riscontrato: "La mia carriera prima della AEW era un passo avanti e quattro passi indietro. C'è stato un periodo, credo nel 2007 o 2008, in cui ero sempre in movimento. Ero in tutte queste grandi indie come Ring of Honor e PWG. Stavo lottando ogni fine settimana, tre volte, quattro volte a settimana. Stavo bevendo ed ero seduto a New York nel carro armato degli ubriachi senza voli. La gente non capiva la mi situazione, pensava fosse una gimmick. Non avevo un soldo, stavo vendendo la mia casa ad Orlando e sarei tornato con mia madre a New York, a 38 anni. Pensano che sia stato bello? Pensano che una donna mi avrebbe mai accettato? Assolutamente no. Ho venduto magliette e tante cose per restare nel mondo del wrestling. Che la gente sia con me o no, continuerò a farlo. Anche alla AEW ci sono momenti belli e momenti difficili. Dico sempre alla gente che ci sono momenti in cui il vecchio Eddie mi sussurra all'orecchio dicendo: 'Vai avanti amico. Fai esplodere tutto".

Sulla sua infanzia: “Sono cresciuto in una casa piuttosto particolare. Era New York. Mio padre e i suoi fratelli sono cresciuti a New York negli anni '50, '60 e '70 ma non è stato bello. Ho visto alcune cose che sono andate molto male. Ero come il Cristoforo Colombo dei nipoti. Ho visto la fine di un sacco di cose brutte e quel tipo di cose ti rimangono nella testa. Mi sono rimaste impresse nel tempo. Ho anche imparato che nessuno parla mai. Nessuno parla più di nulla".

Su Ted DiBiase come suo allenatore: “Lascerò un nome. Probabilmente non lo ricorderà mai. Ma racconto questa piccola storia. Sono stato cacciato dalla mia prima scuola di wrestling. Con un amico, abbiamo affittato poi un ring e pagato Ted DiBiase per venire a insegnare da noi. Il miglior consiglio che ci abbia mai dato è stato 'I fondamentali non cambiano mai. Ne hai bisogno sempre, qualunque cosa accada. Bisogna lavorare soprattutto su quelli'. Quindi per noi il ring non è solo tecnica, ma fondamentali”.