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Shane McMahon attacca il wrestling: "Non diamo il tempo ai ragazzi di provare cose nuove"

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by Marco Enzo Venturini

Parole dure e precise del Commissioner di SmackDown: "Hanno paura di provare qualcosa di mai fatto e vi spiego perché".

Shane McMahon in WWE ha spesso costituito una voce fuori dal coro. Lo ha fatto nelle storyline, che spesso lo hanno visto contrapposto al padre Vince se non addirittura all'intera famiglia McMahon. Ma anche nelle convinzioni che l'attuale Commissioner di SmackDown si porta con sé nella vita reale è possibile riscontrare qualcosa che lo distingue dal resto dei suoi parenti.

Lo si è chiaramente capito ascoltando le sue parole nel corso di un suo recente intervento al 'Steve Austin Show', quando Shane ha detto senza giri di parole che uno dei problemi degli attuali lottatori della WWE è la paura di sperimentare e lasciarsi andare a qualcosa che vada oltre il solito schema trito e ritrito.

Ma che è figlio di una precisa politica aziendale: quella che ha indotto la WWE degli ultimi anni a privilegiare la sicurezza dei propri lottatori anche a discapito della spettacolarità dei loro match.

"Sono fermamente convinto del fatto che ci sia da parte loro una certa paura a provare qualcosa di nuovo - ha spiegato Shane -.

La libertà di farlo è poca e sicuramente negli house show ce n'è di più. Sapete benissimo che quando un lottatore prova qualcosa di nuovo deve prima vedere se funziona oppure no. Ma quando un evento è trasmesso in tv c'è un certo limite di tempo oltre il quale non è possibile andare.

E nel wrestling è necessario raccontare una storia interessante. Questo ti obbliga a tagliare ciò che non è indispensabile per andare direttamente al cuore della faccenda, costruendo tra l'altro i presupposti per la settimana successiva.

Intanto i territori di sviluppo si stanno sempre di più prosciugando, perciò questi ragazzi hanno sempre meno possibilità di andare là fuori e provare qualcosa di diverso che non hanno mai fatto prima".

Parole dure e precise, oltre che un attacco molto mirato all'intero sistema wrestling.

Parole tra l'altro pronunciate da un dirigente che all'occorrenza si esibisce anche sul ring, in pochi incontri ma tutti ad alta componente di spettacolarità e seguito. Che il resto della sua famiglia (a partire dal padre Vince McMahon) possa aver ascoltato il suo monito e possa magari prendere qualche tipo di provvedimento? .

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