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Ex Campione Intercontinentale difende JBL dalle accuse di bullismo

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by Roberto Trenta

Nonostante la situazione tesa con la compagnia dopo il suo rilascio, il figlio della Leggenda WWE difende il cronista di Smackdown

Come ampiamente riportato su questa newsbord nel corso delle scorse settimane, Mauro Ranallo è stato rilasciato dalla WWE per via di alcune situazioni parecchio sgradevoli capitate alla sua persona, specialmente da parte dell'attuale commentatore di Smackdown Live, JBL.

Secondo innumerevoli testimonianze, infatti, l'attegiamento dell'ex WWE Champion dell'era d'oro di Smackdown!, sarebbe quella di un vero e proprio bullo nei confronti dei colleghi e delle giovani leve nel backstage della compagnia di Stamford.

Nonostante ci siano diversi officer ed ex atleti convinti fermamente di ciò, tanti altri colleghi dell'ex APA testimoniano il contrario, ovvero che sono tutte falsità (o per lo meno alcune verità troppo ingigantite), quelle che vogliono JBL essere una persona spregevole dal carattere insopportabile, il quale tormenta la vita di tutti nel dietro le quinte della federazione di Stamford.
Se il primo a difendere il collega è stato l'Hall of Famer WWE Booker T, adesso è la volta del figlio dell'American Dream Dusty Rhodes, l'ex Campione di coppia ed Intercontinentale WWE Cody, il quale nonostante non si sia lasciato in ottimi rapporti con la compagnia dei McMahon, ha comunque voluto difendere il comportamento e la persona di JBL, che secondo lui non è altro che quella di un personaggio parecchio dedito agli scherzi e alle battute.

Durante un recente podcast, infatti, Cody Rhodes ha dichiarato in merito al caso JBL-Ranallo: "Ho lavorato per molti anni insieme a JBL, specialmente per i suoi programmi sul Network e su Youtube, sin dal mio approdo in WWE nel 2007 e devo dire che non l'ho mai visto rendersi protagonista di nessun caso di bullismo, nè dentro nè fuori dal ring, con nessuno.
Sinceramente non ho mai visto nessun caso di bullismo da parte di nessuno in WWE, in tutti e 11 gli anni in cui sono rimasto con loro.

L'idea che mi sono fatto di JBL e di Ranallo è che entrambi siano dei professionisti a posto e che non scendano così in basso, come dei bambini.
Nonostante quello che ha detto Booker T abbia fatto andare su tutte le furie mezzo internet per via delle accuse, per lui esagerate, nei confonti di JBL, io invece sono fermamente convinto che lui abbia ragione.

Una volta passata la fase adolescenziale ed entrati nel 'mondo dei grandi' e nel mondo del lavoro non si può più chiamare bullismo una cosa del genere. Ormai siamo tutti in grado di difenderci con i mezzi più opportuni.

Si può tranquillamente mettersi seduti e discutere della cosa, senza arrivare alle mani o a doversi licenziare." .

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