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Roman Reigns torna a parlare dopo la morte del fratello Rosey

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by Marco Enzo Venturini

"La mia famiglia e i fan sono stati importanti. Ma queste sono state le due settimane più brutte della mia vita".

Rosey, fratello di Roman Reigns, è morto prematuramente, spegnendosi a soli 47 anni lo scorso 18 aprile.

E a distanza di qualche giorno il Mastino ha voluto raccontare al mondo le sue sensazioni in uno snodo tanto tragico della sua vita, arrivato tra l'altro in concomitanza con una fase molto intensa della sua carriera.

"Questo per noi è stato un weekend incredibilmente triste, siamo tutti a pezzi - ha confessato il Big Dog al sito della WWE -.

Ma abbiamo vissuto momenti che hanno generato sentimenti contrastanti. Dovete sapere che la nostra è una famiglia davvero grande, e avere la possibilità di vedere tutti è sempre bello. Doverlo fare per dire addio a un fratello però è durissima, e nella nostra famiglia ci sentiamo fratelli anche con i cugini.

Siamo legati in questo modo così forte e vedere che eravamo tutti insieme e che più di cento familiari e amici si sono ritrovati per celebrare la vita di mio fratello è stato molto importante per me. Sono i momenti che ti permettono di andare avanti".

Roman Reigns si è poi rivolto al WWE Universe, lo stesso che ultimamente l'ha messo spesso nel mirino: "Tutti i miei fan mi hanno aiutato tantissimo, voglio dire grazie a tutti coloro che mi hanno espresso il proprio cordoglio.

Il momento che stiamo vivendo è molto difficile, ma come sempre possiamo utilizzarlo per andare avanti e imparare qualcosa di nuovo. Dal canto mio spero solo una cosa, di poter continuare a portare alto il nome della mia famiglia e di mio fratello, che era il mio primo fan.

Ha visto tutti i miei incontri, notava tutto quello che facevo sul ring e mi dava consigli continuamente".

E ora ci sarà da preparare Payback 2017, uno scontro brutale con Braun Strowman con un macigno nel cuore: "Su quel ring porterò con me mio fratello in qualsiasi momento.

Sono esausto, sia dal punto di vista fisico che mentale. Queste sono state le due settimane più brutte della mia vita, sia personale che professionale. Non avevo subito mai un dolore grave come la perdita di un fratello, ma nemmeno un pestaggio come quello di Braun Strowman.

Ma ora è lui a doversi sentire preoccupato". .

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