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Justin Roberts conferma: "JBL mi ha reso la vita impossibile in WWE"

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by Roberto Trenta

Dopo le accuse di bullismo nei confronti di Ranallo, un altro ex WWE accusa il commentatore

Dopo aver riportato le indiscrezioni che volevano l'allontanamento di Mauro Ranallo dagli schermi della WWE a causa di una depressione dovuta in parte ai comportamenti poco professionali del collega di commento JBL, un altro commento pesante che rischia di minare sensibilmente la carriera da commentatore dell'ex Bradshaw, arriva da un ex lavoratore della WWE: Justin Roberts.

Uno dei volti più noti nel panorama degli annunciatori WWE degli ultimi 15 anni, infatti, ha rilasciato diverse interviste nel quale ha raccontato in maniera parecchio dettagliata i soprusi e gli scherzi pesanti che sono cominciati a diventare vero e proprio bullismo nei suoi confronti da parte di JBL durante tutto il corso della sua permanenza in quel di Stamford.
Roberts ha infatti definito JBL un vero e proprio "leader del male" nel backstage WWE, arrivando a chiamare lui e la combriccola dei suoi amici "il Cabinet" dello spogliatoio, con alcune scene che si svolgevano proprio come gli angle all'epoca del suo regno titolato WWE contro Eddie Guerrero.

Durante la sua ultima conversazione, Justin ha aggiunto: "Era veramente il terrore di molti ragazzi nel backstage WWE. Ha reso la mia vita e quella di molti altri giovani ragazzi un vero inferno e tutti gli altri suoi amici gli facevano da scagnozzi ed eseguivano i suoi ordini.

Una volta arrivò addirittura a rubarmi il passaporto. L'ho cercato per ore ed ore, ero convinto di essere finito nei guai ormai. Non potevo più spostarmi per tornare negli USA con la crew.
Tra i suoi 'ragazzi' c'erano anche Orlando Jordan, Hardcore Holly e Kid Kash.

Una volta anche Orlando ha provato ad avere la mia fiducia, ma ho capito che stava tentando di fregarmi un'altra volta, così ho evitato ogni tipo di contatto con lui.
Tutti sapevano e sanno tutt'ora, ma si divertono.

Sono convinti che tutto ciò sia una divertimento. Non capiscono che uno scherzo pesante rietuto ogni singolo giorno diventa vero e proprio bullismo.
Da Vince McMahon a Triple H fino a Kevin Dunn, tutti sanno di queste cose, ma invece di agire si divertono e si fanno una risata.

Quindi credo che questa cosa non terminerà mai." .

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