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Triple H difende i part timer: "Li attaccate in massa, ma la verita' e' un'altra"

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by Marco Enzo Venturini

The Game spiega perché gente come Undertaker o Goldberg sta attraversando tante difficoltà.

WrestleMania 33 sarà incentrata su molti match con protagonisti dei part timer. Roman Reigns affronterà Undertaker, Seth Rollins se la vedrà con Triple H, AJ Styles con Shane McMahon e soprattutto l'incontro con in palio il WWE Universal Title sarà disputato tra Brock Lesnar e Goldberg, in un match che sarà anche il main event della serata.

Da settimane si susseguono le polemiche sul fatto che in questa WWE ci sia molto spazio per i lottatori occasionali, soprattutto leggende.

Le discussioni si sono infittite sempre più raggiungendo il loro apice nel momento in cui, a FastLane, Goldberg è diventato campione sconfiggendo in una ventina di secondi Kevin Owens.

Sulla questione ha deciso di dire la sua un diretto interessato.

Anzi, doppio diretto interessato, dato che è contemporaneamente il responsabile dei rapporti con i talenti e un part timer a propria volta: Triple H.

The Game ne ha parlato ai microfoni di ESPN, andando di fatto ad assolvere quei lottatori estemporanei che agli occhi di buona parte dei fan appaiono decisamente fuori forma: "Tornare sul ring dopo un anno di assenza è stata probabilmente la missione più difficile della mia intera carriera.

Puoi allenarti come ti pare, facendo cardio tutti i giorni, facendo una dieta apposita, tutto quello che ti viene in mente. La verità è che quando fai wrestling tutti i giorni poi diventa una cosa automatica. Non devi pensare, ma ti viene tutto.

Se invece per un anno non hai fatto wrestling in nessun modo, beh, pensi e basta. E così diventa incredibilmente dura".

Ecco perché bisogna essere clementi con Lesnar e Goldberg. "Ne ho parlato sia con Undertaker che con Shawn Michaels e la pensiamo tutti nello stesso modo.

La gente pensa che sia facile per i part timer presentarsi una volta all'anno e fare sul ring tutto quello che si ha in mente. La verità è che non è così, è difficilissimo. Perché dietro c'è un vero processo, che è davvero complicato.

E noi siamo esseri umani". .

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