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The Miz compie 11 anni da Superstar WWE: "Ecco come ho resistito tanto"

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by Marco Enzo Venturini

L'ammissione del campione intercontinentale: "Mi dissero che sarei durato tre mesi. Ecco come reagii di conseguenza".

La WWE spesso celebra via social alcune importanti ricorrenze della sua storia e tale è diventata, anno dopo anno, quella dell'esordio da lottatore di The Miz. Il ragazzotto dell'Ohio, prodotto dei reality show americani come The Real World e Fear Factor, aveva partecipato a Tough Enough nel 2004 arrivando però solo secondo alle spalle della meteora Daniel Puder.

La WWE aveva però visto qualcosa di buono in lui e, dopo due anni di lavoro, aveva deciso di farlo esordire negli show settimanali. Prima come goffo presentatore e quindi come lottatore a tutti gli effetti, sin da subito con una connotazione da heel furbastro e opportunista.

E così il 1° settembre 2006 arrivò l'esordio a SmackDown, con tanto di vittoria sul veterano Tatanka. Una vittoria sporca che rappresenta il primo passo di tanti successi ottenuti in questo modo dal futuro A-Lister e che la WWE ha ricordato tramite un video in cui, forse erroneamente, indica il decimo compleanno da Superstar del buon Mike Mizanin, mentre in realtà gli anni trascorsi sono undici:

Il filmato non è sfuggito allo stesso The Miz, che lo ha commentato scrivendo: "La gente disse che tempo di tre mesi The Miz se ne sarebbe andato.

Licenziato in tronco. Questo mi ha sempre dato l'energia per progredire e dopo tutti i risultati che ho ottenuto, ogni giorno continuo a combattere per essere rispettato".

E' proprio così.

I primi tempi da lottatore di Mike Mizanin (così come veniva indicato nelle grafiche di quell'esordio a SmackDown) furono difficili, con i colleghi che sembravano credere davvero poco in lui. Arcinoto anche l'aneddoto che lo vide per mesi costretto a cambiarsi al di fuori dello spogliatoio occupato dai veterani della compagnia.

Con tanto lavoro e certamente una capacità innata di intrattenitore al microfono, però, in un lasso di tempo sorprendentemente breve questo ragazzo venuto dal nulla e non dalle tradizionali palestre di Canada, Messico, Giappone o costa Est statunitense, iniziò a guadagnarsi un ruolo sempre più importante nella considerazione di chi comanda in WWE.

Campione di coppia (con John Morrison) il 16 novembre 2006, campione degli Stati Uniti il 5 ottobre 2009, mister Money in the Bank il 17 luglio 2011, campione WWE il 22 novembre dello stesso anno (dopo l'incasso della valigetta a Raw ai danni del campione Randy Orton), vincitore del main event a WrestleMania XXVII quando rimase campione assoluto della compagnia e quindi, finalmente, campione intercontinentale il 23 luglio 2012 (a Raw 1000 riuscì a battere Christian): a partire da quel giorno The Miz divenne Grand Slam Champion, ossia vincitore di tutti i titoli che la WWE assegna.

Gli mancano soltanto la Royal Rumble, l'Elimination Chamber e - perché no? - l'altro titolo assoluto attualmente assegnato dalla WWE, il titolo di Universal Champion. Poi il ragazzotto partito dal nulla non avrà più niente da chiedere alla sua carriera nella principale federazione di wrestling al mondo.

Con una bacheca già completa e che potrebbe ulteriormente arricchirsi. Non è tutto: la sua disponibilità fuori dal ring e la sua versatilità come attore lo hanno reso uno dei principali promoter della compagnia in tutto il mondo, per una miriade di eventi pubblicitari e di beneficenza.

E, dopo aver esordito in alcuni film prodotti dalla stessa WWE, anche la sua carriera come attore hollywoodiano è da tempo considerata molto promettente. Manca la cosa più importante da dire: il rispetto da parte dei fan.

Tentennante a lungo, The Miz è stato capace di conquistarselo passo dopo passo, diventando una volta per tutte uno dei più elogiati lottatori della WWE grazie a un 2016 da urlo. Tutto è partito dal suo scontro verbale con Daniel Bryan in occasione della più famosa puntata di Talking Smack della storia.

Una puntata in cui The Miz a un certo punto si dimenticò del copione e andò a braccio, attaccando colui che secondo storyline era il suo grande nemico dell'epoca con un'intensità che lasciò tutti di stucco: Da allora non solo i fan non lo prendono più sottogamba, ma la stessa WWE ha capito di cosa sia capace questo professionista, cui spesso è stata data la possibilità di improvvisare a partire da un copione prestabilito.

E più volte lo abbiamo visto all'opera in tal senso, soprattutto nella faida con Dean Ambrose. Insomma, non ci resta che applaudire a questo campione da sedici titoli complessivi in carriera. Che a dispetto delle previsioni di tutti è stato capace con un duro lavoro e una tenacia senza pari di trasformarsi dal pulcino bagnato degli esordi a uno dei migliori cattivi del decennio in quel della WWE.

E il tutto in soli dieci anni. Pardon, undici. .

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