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Leggenda WWE: "CM Punk quasi distrutto, nel 2006 lo salvai io"

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by Marco Enzo Venturini

La confessione di come lo Straight Edge ha superato un periodo difficile diventando il top della compagnia 5 anni dopo.

E se CM Punk non fosse mai diventato il campione che la WWE e i suoi tanti fan hanno conosciuto? Se non ci fosse stato nessun 2011, nessun Pipebomb e nessun regno da 434 giorni? Non stiamo parlando di fantawrestling, ma di una prospettiva che è stata realmente a un passo dal divenire realtà.

L'ha confessato Bruce Pritchard, che nel suo podcast 'Something to Wrestle' ha raccontato delle difficoltà attraversate dallo Straight Edge nel suo primo periodo a Stamford, ossia quando passò in OVW e poi in WWE.

Pritchard, noto anche come Brother Love è stato lottatore e poi backstage agent e produttore per la WWE, azienda per la quale ha lavorato per 22 anni, concludendo tale esperienza solo nel 2008. Ossia tre anni dopo l'arrivo nella compagnia di CM Punk.

"Arrivò nel 2005 e nessuno sapeva molto sul suo conto - ha ammesso Pritchard -. C'era solo molta attesa dovuta alle grandi cose che diceva su di lui Paul Heyman. Heyman lo aveva promosso tantissimo, dicendo che aveva un talento incredibile.

Ma poi lasciò la compagnia nel 2006 e questo mise CM Punk davvero nei guai". "La compagnia stava già pensando a come sbarazzarsi di lui. Ma Punk era un ragazzo molto interessante e intelligente, mi dispiaceva molto per lui - ha aggiunto Pritchard -.

Così decisi di sedermi con lui dietro le quinte di un'arena per discutere del suo passato e del suo personaggio e aiutarlo ad uscire dai pregiudizi su di lui. Parlammo per due ore". "Gli posi delle domande a cui nessuno aveva trovato risposta prima.

Gli chiesi le storie dei suoi tatuaggi, perché mai aveva il logo della Pepsi su una spalla. E poi cosa voleva dire Straight Edge? Tutti lo pensavano, nessuno glielo aveva mai domandato. E semplicemente lui si mise a parlare.

Più parlava, più mi rendevo conto di che persona interessante fosse. Si trasformò in una persona reale, qualcuno con cui capii che il nostro pubblico si poteva identificare, bastava che raccontassimo quella storia", ha concluso Pritchard.

E così avvenne: il dirigente utilizzò quanto appreso da quella conversazione con CM Punk per costruirgli un nuovo personaggio da proporre al pubblico della WWE. Un personaggio che funzionò alla grande.

Tutto il resto poi, come si dice in questi casi, è storia. .

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