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CM Punk torna a parlare di WWE: "Nemmeno volevo andarci, ecco cosa successe poi"

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by Marco Enzo Venturini

Lo Straight Edge racconta segreti del suo passato e del futuro. Incluse le prospettive di tornare sul ring.

CM Punk torna a parlare di WWE. E lo fa in un'intervista concessa ad 'ABC 7 Chicago' nella quale ha fatto un punto sulla sua carriera, una volta tanto non omettendo il fondamentale capitolo nel wrestling, inclusa la lunga esperienza per la federazione della famiglia McMahon.

"Non sono in grado di dirvi quando è iniziato il mio desiderio di diventare una Superstar - ha ammesso lo Straight Edge -.

Quando ero un bambino seguivo la WWF, questo è chiaro. Quando però ho preso la decisione cosciente di darmi al wrestling il mio obiettivo non era quello di arrivare a lottare in WWF".

"Dove mi vedevo concretamente era in Giappone - ha aggiunto -.

Sono sempre stato molto affascinato dal wrestling giapponese e lì c'erano due grosse alternative, la All Japan e la New Japan. Quello era l'ambiente ideale per me. Volevo andare sul suolo nipponico, diventare una star laggiù e poter tornare a casa e camminare per strada senza che la gente mi riconoscesse mentre passavo.

Era la prospettiva che preferivo, sono fatto così".

Poi però è cambiato qualcosa: "Ho lavorato moltissimo e talmente a lungo, talmente duramente che quello che stavo facendo ha iniziato a stufarmi.

La WWE si era trasformata nell'ultimo traguardo da raggiungere, ero curioso di capire se sarei stato in grado di ottenere grandi risultati anche lì. Così ho fatto una prova, ma all'inizio doveva essere solo questo.

Un esperimento".

Che poi gli ha regalato, come sappiamo, momenti molto alti alternati ad altri bassissimi. Da qui la legittima domanda di chi lo ama e lo vorrebbe rivedere su un ring: CM Punk ha intenzione di tornare al wrestling, prima o poi? La sua risposta, come al solito un po' ambigua, lascia però poco spazio alle speranze: "Fare uno sport di combattimento è duro, lo è da qualsiasi punto di vista lo si guardi.

Prima ero un wrestler che per 300 giorni all'anno si buttava per terra, ora invece mi occupo di altro. Posso trascorrere ogni notte dormendo nel mio letto, e questo è grandioso. Trovo molto romantico lavorare nelle arti marziali miste, una disciplina in cui due persone entrano in una gabbia e uno vince, l'altro perde.

Non ci sono scuse, uno vince e l'altro perde. E' un mondo che ti dà una sola possibilità e se qualcosa ti fa paura la devi affrontare a testa alta. Ti fa paura, ma io mi sento a mio agio nell'essere in una situazione di disagio".

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