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Brock Lesnar sospeso dalla UFC, il caso si sposta in tribunale

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by Marco Enzo Venturini

The Beast Incarnate, la compagnia di arti marziali miste e Dana White, presidente della stessa, sono stati citati in una causa legale.

Brock Lesnar, sospeso per doping in UFC, non ha ancora esaurito la sua serie di guai per gli avvenimenti dello scorso luglio. Ora infatti dovrà difendersi in tribunale, al pari della compagnia di arti marziali miste e del presidente della stessa, Dana White, da una causa intentata da Mark Hunt, vale a dire colui che era stato in grado di sconfiggere a UFC 200.

Quest'ultimo ha infatti deciso di denunciare The Beast Incarnate, Dana White e l'intera UFC per aver "aggirato e ostruito la competizione leale per il proprio beneficio".

Ricordiamo che a UFC 200 Brock sconfisse Hunt, ma in seguito non superò ben otto test antidoping, venendo squalificato dapprima dalla commissione atletica del Nevada e poi dalla Usada, agenzia antidoping degli Stati Uniti.

Questa decisione non ha avuto alcuno strascico invece in WWE, dove le sostanze vietate sono diverse rispetto a quelle delle arti marziali miste: l'unica "punizione" per Lesnar fu una chiamata non altissima al WWE Draft del 19 luglio.

"La mia intenzione è di far capire alla UFC che non può continuare a fare quello che fa - è stato il commento di Hunt -.

Permette ai suoi dipendenti di fare queste cose. Aveva la possibilità di prendergli tutti i soldi, dato che è un imbroglione, ma non l'ha voluta sfruttare. E in questo modo ai ragazzi che sognano di diventare fighter si manda il messaggio che imbrogliare in questo modo tutto sommato va anche bene.

In una società se commetti un crimine paghi. Perché nelle MMA dovrebbe essere diverso? Fa anche male al business, perciò Lesnar e la UFC devono assumersi la responsabilità di quello che è accaduto".

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