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"Triple H per Vince McMahon era midcarder", ecco chi gli salvò la carriera

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by Marco Enzo Venturini

Retroscena inatteso sui primi passi della carriera di The Game in WWE.

Triple H in WWE rappresenta il simbolo del potere, ora che è nella dirigenza ma anche quando era lottatore. Impossibile non ricordare il triennio 2002-2005 a Raw, quando The Game lo ottenne per ben 5 volte grazie all'alleanza con Eric Bischoff prima e l'Evolution poi, stroncando le possibilità di imporsi come volto di punta dello show ad avversari del calibro di Shawn Michaels, Goldberg, Booker T, Rob Van Dam, Scott Steiner, Chris Benoit e un giovane Randy Orton.

Solo Batista, dopo la vittoria di WrestleMania 21, riuscì a interrompere la sua egemonia. E poi nello show arrivò John Cena. Eppure a inizio carriera il boss della WWE Vince McMahon, in seguito divenuto suocero di Hunter, non vedeva in lui un potenziale tale da renderlo il fulcro di Raw.

Anzi, pensava che non sarebbe mai uscito dall'anonimato. A svelarlo a distanza di anni è stato Bruce Prichard, ex booker WWE e già braccio destro di Vince McMahon, che nel suo podcast 'Something To Wrestle With Bruce Prichard' ha voluto raccontare i primi difficili passi del futuro HHH in WWE.

"Mi ricordo che Jim Cornette e Vince McMahon dicevano che Hunter sarebbe diventato al massimo un discreto midcarder, mentre il suo principale sostenitore era Vince Russo - ha dichiarato l'ex Brother Love -. E devo dire che se Russo non avesse avuto il potere decisionale che aveva in quei tempi, probabilmente Hunter non sarebbe arrivato ai traguardi che invece ha ottenuto negli anni".

Non mancano ulteriori curiosità sul modo con cui Triple H è riuscito ad emergere: "Hunter era uno di quei ragazzi che ti trovi sempre in giro, faceva sempre domande a tutti, voleva essere parte di qualsiasi situazione utile per imparare il mestiere.

Lui mi piace, perché ha sempre avuto un'attitudine apprezzabile, era semplicemente disposto a fare qualunque cosa gli permettesse di imparare al meglio come funziona il business. In seguito anche Vince è diventato un suo formidabile difensore, ma il primo è stato Russo, che gli ha dato la spinta decisiva e ha sviluppato un sacco di idee formidabili sul suo personaggio".

Poi, quando Triple H e la sua Kilq si erano già conquistati un importante ruolo nello spogliatoio, ci fu il MSG Incident. Il giorno in cui Shawn Michaels e Scott Hall (face) abbracciarono al centro del ring Kevin Nash e Triple H (heel) svelando al mondo che il wrestling era programmato e che le rivalità, anche le più dure, erano studiate a tavolino (per approfondire quell'episodio CLICCA QUI).

"L'impressione di tutti - ha ammesso Pritchard - fu semplicemente che i quattro mancarono di rispetto a Vince. E mancarono di rispetto anche alla memoria di suo padre, dato che l'episodio avvenne proprio al Madison Square Garden di New York, praticamente casa sua.

Non era mai successo prima, e io e Cornette non eravamo particolarmente arrabbiati. Ma Vince era furioso, lo considerò un affronto personale. Così si decise di non renderlo King of the Ring, perché Vince pensava che non si sarebbe mai potuto fidare di lui".

Una situazione che, evidentemente, negli anni successivi è stata superata eccome... .

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