INTERVISTE

Interviste (im)possibili - Dominic Mysterio: "WWE, rispettate i figli"

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by Marco Enzo Venturini

Il figlio di Rey Mysterio a otto anni divenne personaggio nella faida con "I'm Your Papi" Eddie Guerrero. Ci siamo immaginati di chiedergli un'opinione sulla vicenda di Kurt Angle e Jason Jordan.

Uno dei grandi temi in casa WWE, nelle ultime settimane, è stato legato al segreto che Kurt Angle si è portato con sé a lungo. Per poi svelarlo al mondo in diretta a Raw: un suo errore giovanile, una sua leggerezza ai tempi del college, si è tramutata nella nascita di un bambino.

Un bambino che guarda caso già era sotto contratto con la WWE. Un bambino che oggi è un ragazzone già in odore di grandi faide e match titolati, Jason Jordan. La WWE già in passato ha offerto storyline in cui si fantasticava su gravidanze, bambini e figli illegittimi.

E in un caso coinvolse un ragazzino che figlio del lottatore implicato nella faida lo era davvero. Stiamo ovviamente parlando di Dominic Gutierrez, ossia il figlio di Rey Mysterio. Quello della faccenda con Eddie Guerrero, riassumibile in "I'm your Papi".

Il piccolo Dominic oggi è un ragazzone di vent'anni e ci siamo domandati che ricordo abbia di quella non certo edificante storyline in cui rimase incastrato quando aveva otto anni, costringendolo ad apparire in diretta sulle televisioni di tutto il mondo mentre veniva messa in discussione la paternità del suo vero padre e un amico di famiglia come Eddie Guerrero affermava di averlo avuto addirittura da una prostituta.

Che sensazioni starà provando ora che la WWE ha ripreso a giocare con i figli? Benvenuti al decimo episodio delle nostre Interviste (im)possibili: ospite (del tutto fittizio) Dominic Gutierrez, figlio reale e anche secondo keyfabe dell'ex WWE Champion e WWE World Heavyweight Champion Rey Mysterio.

Come ci siamo immaginati il nostro incontro con il piccolo Dominic? Beh, ce lo siamo immaginati arrivare a bordo di una macchina incredibilmente lussuosa e vestito in maniera elegante e un po' pacchiana. Certamente eccessiva per l'occasione.

Cresciuto, ma inconfondibile. Ciao Dominic. La WWE ha ripreso a giocare con genitori e figli presentandoci Jason Jordan come figlio di Kurt Angle. Che impressione ti ha fatto vedere quel segmento?
"Sento dire ovunque che tanti fan sono nostalgici di quell'età ormai superata del wrestling.

Evidentemente qualcuno ha pensato di riproporne un pezzo. Forse non quello più riuscito". A otto anni sei finito nelle tv di tutto il mondo con tuo padre che diceva di non essere sicuro di essere il tuo vero padre.

Come l'hai vissuta veramente?
"Tutti mi dissero che era un gioco, come una recita a scuola. Ma dovevo essere triste, dovevo apparire costantemente triste. E non capivo per quale motivo dovessi fare qualcosa del genere, anche i miei amici dell'epoca non lo capivano". Hai avuto problemi con i suoi coetanei a scuola?
"Fortunatamente ero in un ambiente protetto.

Ma ovviamente nonostante questo c'era chi era più intelligente e chi meno. Nonostante tutto eravamo dei bambini! E quella storia non era facile da comprendere a quell'età". Tutta quella vicenda ti ha confuso?
"Non più di tanto, perché a microfoni spenti tutti mi spiegarono molto bene che era solo un grande gioco.

Più che altro mi sballottò un po' viaggiare in così tante città di tutto il Paese per mesi e mesi". Un bambino attore, ma su una vicenda che lo riguardava personalmente.
"Appunto, forse questa era la cosa strana.

Anche perché mentre eravamo davanti a tutti sul ring la faccenda sembrava talmente seria..." E veniamo a Jason Jordan. Che effetto ti fa vederlo recitare da figlio di Kurt Angle? Ti dà fastidio?
"Mah, penso sia una cosa molto diversa, lui è grande e vaccinato.

Ha trent'anni, mica otto. Ho trovato però di cattivo gusto la foto che ha fatto con i veri figli di Kurt, quello sì". E ora la domanda focale dell'intervista. La WWE racconta storie che devono essere sempre interessanti e nuove.

Giusto però raccontare una realtà personale dei lottatori diversa da quella che vivono realmente ogni giorno?
"Secondo me no. Tutti sanno che nel wrestling c'è un importante componente scritta a tavolino, recitata e interpretata.

Ma forse si dovrebbe restare entro certi confini. Un conto è se due amici, due fratelli, anche due fidanzati litigano. La finzione scenica è chiaramente comprensibile a tutti. Ma forse coinvolgere intere famiglie, soprattutto se ci sono di mezzo figli piccoli è un po' troppo.

Il wrestling è nato e cresciuto come una disciplina da adulti e forse tale era meglio che restasse, almeno per quanto riguarda i suoi interpreti. Dicono sempre che i lottatori sono professionisti, e di non imitarli a casa.

Bene, i loro figli non sono professionisti. Sono semplici bambini. E i bambini andrebbero tenuti fuori dal carrozzone. Lo dice uno che per anni veniva riconosciuto come il figlio forse illegittimo di suo padre. E che forse nella memoria collettiva di tutto il mondo resterà per sempre così". .

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