APRON RING

The Prizewriter - La rivoluzione di settembre

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by Ernesto Bosio

L'apoteosi dell'epica battaglia di KO contro il potere

Questa settimana parliamo del lottatore che ha ispirato il titolo di questa rubrica, il Prizefighter, Kevin Owens. Le ultime settimane sono da considerare un punto di svolta per lui e la sua carriera, che, diciamocelo, era in calando.

Dopo il grande esordio nel 2015 vs John Cena, ed i grandi match, dove esordiente ha mostrato grande personalità, il canadese era prima finito nel midcarding per poi essere risollevato al momento della conquista dello Universal Title, vacante dopo l'infortunio di Finn Balor.

Non va dimenticato quanto questa fosse una condizione dettata da un cambio di rotta dovuto all'infortunio del demone irlandese, primo vero Universal Champion. Il regno di KO non si può definire come buono, non ha innalzato il suo livello, anzi è apparso piuttosto inadeguato al ruolo, sia perchè le sue difese titolate erano sempre sporcate dall'intervanto esterno, a partire dal modo ìn cui ha conquistato il titolo, sia perché nonostante fosse lui il campione lo spotlight era sempre su Chris Jericho, mentre lui appariva solamente come il campione di cartone nelle mani di Triplo e Stephanie che non sembravano neanche credere troppo in lui.

Inoltre la bella faida con Y2J è stata un po' sprecata deprivando Kevin del titolo più importante per mano di un ex wrestler come Goldberg, non ritenendo la faida tra i due canadesi all'altezza dello spot a Wrestlemania per il titolo.

Va sottolineato come la sua discesa dal punto di vista della rilevanza del personaggio sia coincisa con quella del suo livello di tecnicismo nei match, dove ha perso molto dello smalto dei primi tempi, limitando il raggio d'azione, e venendo meno delle manovre spericolate e della grande agilità che aveva mostrato agli inizi.

Dal passaggio a SmackDown ha orbitato sempre intorno al titolo USA, vedendosela per lo più con AJ Styles e Jericho (mentre il WWE Championship se lo contendevano Jinder Mahal (!!!!) ed un noiosissimo Randy Orton...) Quella col Phenomenal One, che poteva essere una faida a 5 stelle, con match di altissimo livello, è passata non dico in sordina ma quasi , vittima dell'overbooking e degli eccessivi cambi di titolo.

Sperando in una successiva riedizione di questa faida, con altro contenzioso ed altri palcoscenici, arriva la svolta: se l'inserimento di Shane O'Mac aveva lasciato alcuni interrogativi e spunti di riflessione per il futuro, non aveva drizzato le antenne di tutti i fan quanto la presenza nella faida del COO supremo della federazione, Vincent Kennedy Mcmahon.

Situazione curiosa quella creatasi, perchè a mia memora inedita, o almeno fuori dai cliché: i padroni, ossia Vince e Shane interpretano la parte dei buoni, contro un perfido ed spietato KO, che ha brutalizzato il vecchio indifeso sul ring, dopo avere provocato lui stesso con motivazioni irrilevanti il figliolo, ma pur sempre partendo dalla posizione di svantaggio in termini di potere.

Questo è quello che intriga di piu della faida, i potenti sono le "vittime", mentre il "debole" è l'aguzzino. Come se ne uscirà?
Qualcuno di rilevante si schiererà dalla parte di KO? Si arriverà all'ennesimo scontro con Sami Zayn? Chi sarà il baluardo dei McMahon? Intanto tutto sembra dover portare ad una vittoria inequivocabile di KO contro un non wrestler come Shane, verso il quale il canadese è in credito di un pestaggio in cui ha fatto la parte della vittima.

Impensabile, se la federazione come sembra voglia innalzare lo status di Kevin, una sconfitta contro il figliolo del boss nel match con la gabbia.
Mettere fuori gioco il face per eccellenza di SmackDown al momento potrebbe essere il primo passaggio verso la definitiva consacrazione come super cattivo di KO, e il definitivo salto nel main event.

Le abilità ci sono tutte, sia come intarattenitore che sul quadrato, il wrestler è una delle eccellenze della WWE. Il tempo ci mostrerà se sarà in grado di confermare le alte aspettative. .

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