APRON RING

Dirty Deeds - Verità scomode: la storia che ti cambia sotto il naso

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by Marco Enzo Venturini

L'esordio avvenuto in settimana a SmackDown rappresenta uno di quei momenti che tra qualche anno ci faranno dire: "Io c'ero".

C'è una cosa molto bella che caratterizza i Big Four della WWE: Survivor Series, Royal Rumble e soprattutto WrestleMania e Summerslam. Non durano una sola notte, ma almeno tre giorni. Quello dello show, quello dopo (quando c'è Raw) e quello dopo ancora (quando va in onda SmackDown).

E l'edizione di quest'anno di SmackDown non fa certo eccezione. Summerslam è stato un bello show, soprattutto per quanto riguarda il Fatal 4-Way Match per il titolo di WWE Universal Champion. Un match vinto da Brock Lesnar ma dominato da Braun Strowman.

Che non a caso è già stato eletto suo prossimo sfidante per No Mercy. Molto meno bene a SmackDown, dove Jinder Mahal e Shinsuke Nakamura hanno tutto fuorché incantato. Ma nello show blu si è subito insinuata un'altra importante novità.

Riassumibile in una sola parola: GLORIOUS. Ebbene sì, l'esordio di Bobby Roode è stato probabilmente l'highlight della settimana. Guardiamo e riguardiamo il filmato delle luci che si spengono, della sua apparizione e delle sue mossette davanti al povero Aiden English mentre il pubblico di Brooklyn impazzisce.

Guardiamolo e riguardiamolo, tenendo ben presente una cosa: noi c'eravamo. Ci sono diversi momenti, nella storia della WWE, che arrivano e cambiano la storia. Ma al momento non te ne rendi conto. L'apparizione dello Shield alle Survivor Series del 2012 fu certamente uno shock.

Ma chi poteva garantire che quei ragazzi sarebbero diventati tre campioni del mondo e leader della compagnia? Da quello che si poteva intuire in quel momento potevano solo rivelarsi una sorta di piccolo Nexus. E invece la storia stava cambiando, solo che per noi era impossibile rendercene conto in presa diretta.

Qui no. Bobby Roode è senz'altro destinato a cambiare SmackDown alla radice. La sensazione è la stessa della Royal Rumble del 2016, quando arrivò il partecipante numero 3. Era AJ Styles e quando comparve davanti allo sguardo dubbioso di Roman Reigns tutti quanti pensammo: "Ecco, è arrivato.

La WWE non sarà più la stessa". Ed era vero. E soprattutto noi eravamo testimoni di un passaggio epocale della compagnia. Situazione analoga nell'Highlight Reel del 2005, quando per la prima volta Chris Jericho presentò al pubblico di Raw John Cena.

Con Bobby Roode sarà lo stesso. E in qualche modo Aiden English dovrà essere per sempre felice di essere stato l'attore non protagonista, la comparsa, la spalla di un momento che vedremo e rivedremo negli anni a venire.

Il momento della prima apparizione di un grande campione in uno show di punta WWE. E noi c'eravamo. .

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