APRON RING

Dirty Deeds - Verità scomode: questo Braun Strowman è diventato grande

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by Marco Enzo Venturini

Dopo mesi di costruzione, il Monster Among Men ha finalmente l'aura del vero main eventer.

Provate a fare un passo indietro nella memoria e a tornare all'inverno del 2016. Esperimento scocciante quando si è nella domenica di ferragosto, ma proviamoci. Cosa si diceva allora in riferimento ai piani alti della WWE? Kevin Owens perderà il titolo di campione universale, in un modo o nell'altro Roman Reigns lo vincerà e probabilmente vogliono mandarlo contro Braun Strowman.

E tutti a strapparsi i capelli. Nemmeno troppo a torto. Che cosa aveva dimostrato fino a quel punto Braun Strowman? A parte il fatto di essere grosso e di riuscire a sollevare pesi decisamente importanti, nulla. Era decisamente scarso (anzi, nullo) al microfono, aveva mostrato ben poco sul ring sia a livello di tecnica che di risultati.

In più era rimasto fagocitato nel marasma della Wyatt Family, che lo aveva reso una versione più brutta e tatuata di Erick Rowan. Possibilmente con meno capacità e intelligenza sul quadrato. Strowman aveva solo perso, era stato spesso un fattore negativo per la fazione guidata da Bray Wyatt e rimasto senza il suo leader si era limitato a spazzare via una lunga serie di jobber senza nome.

Ora, a una settimana da Summerslam, possiamo dire che la sua rincorsa verso la zona del main event è finalmente da definirsi completata. Ci è voluto del tempo, ma alla fine la WWE è riuscita a costruire un lottatore su cui puntava tanto e a renderlo agli occhi di tutti un degno occupante della parte altissima della card.

Lo ha fatto passo dopo passo, facendolo passare dai signori nessuno a Sami Zayn, quindi a qualche segmento comedy con Kevin Owens e Chris Jericho. Quindi gli hanno piazzato davanti Roman Reigns. L'inaffossabile Roman Reigns.

E va dato atto al Mastino di aver fatto un lavoro egregio nel far brillare di luce propria Strowman grazie anche al riflesso delle cadute che proprio Reigns ha inanellato per mano del suo corpulento avversario. Ci sono stati scontri diretti, sempre più brutali e sanguinosi.

Ci sono state ambulanze ribaltate, barelle gettate all'aria, incidenti automobilistici e botte sempre più da orbi. E alla fine si è arrivati a un Last Man Standing Match, quello di lunedì scorso a Toronto.

L'ultimo capitolo della costruzione del nuovo Braun Strowman. Ammettiamolo senza giri di parole: pur avendo vinto grazie all'intervento di Samoa Joe, l'impressione fatta dall'ex uomo con la maschera da pecora nera è stata eccezionale.

Forte, inatterrabile, anche tatticamente preparato in alcuni momenti topici della contesa, affamato. Un vero, legittimo candidato a conquistare il massimo titolo del roster di Raw. E, guarda caso, nel pacchetto dei rivali di Brock Lesnar a Summerslam ci sarà anche lui.

Ma mai come questa volta sembra davvero essere al posto giusto. Perché dopo tanti mesi finalmente crediamo in lui. Lo guardiamo e pensiamo: "Braun Strowman campione? Beh, alla fine ci starebbe". E solo qualche mese fa questo pensiero sarebbe stato irreale anche solo formularlo.

Ma con la costruzione di Strowman la WWE non ha sbagliato un colpo, da mesi. Ed ecco spiegato il motivo per cui dispiace vedere tutto questo odio verso Roman Reigns. Un main eventer che poteva essere amatissimo e che resterà per sempre il nemico numero uno di un certo gruppo di fan solo a causa della fretta della WWE di farlo diventare grande troppo in fretta.

Quando sarebbe bastato comportarsi come fatto 2-3 anni dopo con questo Braun Strowman. Che grande, ormai, lo è diventato davvero. .

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