APRON RING

Dirty Deeds - Verità scomode: quando ci tocca vergognarci del wrestling

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by Marco Enzo Venturini

Buona parte delle storyline WWE sono in ripresa. Ma ce n'è una che grida vendetta da parte dei fan.

Insomma è ufficiale. E quello che abbiamo visto lunedì scorso sul ring di Pittsburgh, in Pennsylvania lo certifica: è in corso un push nei confronti di Jason Jordan. E non un push di poco conto: un grosso, grosso push.

Lo si è chiaramente capito quando l'ex membro degli American Alpha, ospite nel salotto di MizTv, è stato attaccato dal campione intercontinentale The Miz e gli è bastato un Belly to Belly Suplex per mettere al tappeto sia il campione che l'intera schiera dei suoi alleati.

Un solo Belly to Belly Suplex da parte di un tre volte campione di coppia (in FCW, a NXT e a SmackDown) ha sbaragliato un Grand Slam Champion, ex main eventer di WrestleMania e sette volte campione intercontinentale, e con lui un altro ex campione intercontinentale e un quattro volte campione assoluto (anche se "solo" in FCW e a NXT) della disciplina.

Ecco. Quindi che questo sia un grosso, grosso push è evidente. E ora veniamo alle dolenti note. Chi segue Raw ogni settimana, probabilmente ama il wrestling. In altri casi è un semplice fan occasionale. Oppure è qualcuno che il wrestling non l'ha mai visto e che guarda caso si sta propinando quello show perché qualcuno che ama il wrestling ha scelto proprio quella settimana per mostrarglielo per la prima volta.

Combattendo contro tutti i luoghi comuni che purtroppo il wrestling si porta con sé, e che sarebbe inutile elencare per la milionesima volta. Tu ci provi e dici al tuo amico, a tuo fratello, alla tua ragazza: "Dai, guardiamocene un pezzo.

Sono bravi, questo qui è un mostro al microfono. Questi due sicuramente faranno un match spettacolare". E poi ti ritrovi un dirigente in giacca e cravatta che piange a centro ring e annuncia al mondo che un ragazzone che ha solo una ventina di anni meno di lui è suo figlio.

Una storia che vorrebbe essere strappalacrime ma che risulta solo stucchevole. Oltre che inverosimile e - ammettiamolo - piuttosto trash. E tu ti ritrovi con un rigagnolo di sudore che ti scende dal collo e il tuo amico, tuo fratello, la tua ragazza accanto che ti guarda.

Ricordandosi di tutte le volte che hai parlato bene di questa trasmissione, giurando che non fosse una buffonata da quattro soldi. Tra l'altro sarebbe sbagliato prendersela con "i tempi che corrono", perché la WWE ciclicamente incappa in situazioni del genere da sempre.

E lo ha fatto anche nella sua epoca d'oro. Così qualcuno che per mesi aveva esaltato quel lottatore tatuatissimo che aveva con un solo discorso cambiato la visione generale del wrestling, che quando parlava bisognava solo stare zitti e poi mamma mia che match che faceva, magari ha convinto una persona cara a seguire la Road to WrestleMania di CM Punk nel 2013.

Salvo dover spiegare perché un proprio eroe stava giocando con l'urna funeraria di una persona che era morta anche nella vita vera. Qualcuno che ha sempre amato quei due fratelli che hanno fatto impazzire il mondo con i loro match di coppia, con la loro attitudine per l'estremo, con lo spettacolo fornito con scale, sedie, tavoli e corde del ring, ha dovuto giustificare una storyline in cui Matt Hardy combatteva contro Kane che aveva messo incinta Lita dopo averla violentata (con quest'ultima che in seguito addirittura lo avrebbe piantato per lo stupratore).

Qualcuno che riteneva quel guascone messicano il proprio eroe per il suo modo di fare così divertente, sopra le righe e al contempo inarrestabile, si è ritrovato a vedere in compagnia di una persona amata Eddie Guerrero che reclamava la paternità del VERO figlio di Rey Mysterio (un bambino), dichiarando al mondo di averlo avuto da una prostituta.

Sono quei momenti in cui la WWE ci lascia senza difese e ci costringe a dire: "Hai ragione, stanno facendo una schifezza". Che noi, che conosciamo il contesto, possiamo anche arrivare a capire. Ma che qualcuno che magari ha deciso di seguire il wrestling proprio in quel preciso momento, non potrà mai accettare di punto in bianco.

Ed è assurdo che ai piani alti di Stamford nessuno abbia mai fatto una riflessione del genere, prima di proporre una storyline tanto controversa. E dire che i motivi per sorridere, nelle ultimissime settimane WWE, ci sarebbero.

Guardate la puntata di SmackDown di martedì scorso. A Cleveland, in Ohio, il primo e l'ultimo match sono tutto ciò che uno show di wrestling dovrebbe proporre, sia ai suoi fan che allo spettatore occasionale.

Due incontri ottimamente combattuti, con una narrazione lineare e interessante e con quel velo di strascico finale che ti porta a dire: "Settimana prossima lo riguardo, chissà come risolvono questa situazione".

Basterebbe fare sempre così. Figli, gravidanze e morti per cortesia lasciamoli fuori da uno spettacolo che dovrebbe essere di sport e intrattenimento, lasciando le cose davvero importanti alla vita vera. .

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