APRON RING

Dirty Deeds - Verità scomode: come umanizzare una bestia

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by Marco Enzo Venturini

Questo l'incredibile compito che è riuscito a svolgere Samoa Joe, che dovrebbe scrivere un manuale sull'argomento.

Come si abbatte una Bestia? Questa è una fatidica domanda che chiunque abbia seguito la WWE in particolare da WrestleMania XXX in poi (e sono passati più di tre anni, ragazzi) si è posto. Eh già, perché dopo aver ottenuto l'onore di essere colui che ha messo fine alla Streak dell'Undertaker, Brock Lesnar si è sempre portato dietro di sé l'aura dell'invincibilità.

Uno dei suoi picchi probabilmente resta lo strepitoso match a tre di Royal Rumble 2015 (sì, proprio quella poi vinta da Roman Reigns nella rabbia generale). Quella notte, a Philadelphia, il campione WWE Brock Lesnar respinse gli attacchi di due simboli della WWE, quello dell'oggi (John Cena) e quello del domani (Seth Rollins, almeno per quella che era la convinzione dell'epoca).

Ebbene: i due simboli furono annichiliti dalla Bestia. Sembravano canne di bambù sbatacchiate a destra e a sinistra da un orso inferocito. Questa è l'immagine che la WWE ci ha consegnato di Brock Lesnar da almeno tre anni a questa parte.

E l'intermezzo di Goldberg non deve trarre in inganno: tutti noi l'abbiamo preso come un errore di valutazione della Bestia, che appena tornata in sé ha concluso la faida nell'unico modo possibile. E infatti ha distrutto il suo avversario e si è preso il titolo.

Praticamente in ostaggio, dato che non lo vediamo da allora. E sono passati tre mesi e più. Insomma, come si può abbattere una Bestia di questo tipo? Quale essere umano può fermare un rullo compressore con le sole, proprie mani? Dopo Extreme Rules una sola risposta a questa domanda sembrava certa: non Samoa Joe.

Ancora troppo acerbo ai piani altissimi della WWE l'ex campione di NXT, a sorpresa uscito vincitore dalla contesa con Bray Wyatt, Finn Bálor, Roman Reigns e Seth Rollins. Praticamente tutti gli addetti ai lavori lo hanno immediatamente bollato come carne da macello per il campione, in attesa di un vero match per il titolo vibrante, che avrebbe avuto luogo a Summerslam contro un altro avversario (che si trattasse di Braun Strowman o di Roman Reigns).

E invece... Invece questo brutale, furioso, inferocito Samoa Joe è riuscito nell'impresa. Lo ha fatto facendo svenire Paul Heyman nella Coquina Clutch, lo ha rifatto contro lo stesso Brock Lesnar. E lunedì scorso a Phoenix, in Arizona, nell'ultima puntata di Raw prima del grande match non ha accettato di stare alle regole del solito Heyman e ha stravolto il copione: invece di partecipare alla consueta intervista a distanza ha fatto irruzione nella stanza del campione, provando ad attaccarlo senza ritegno e senza alcun tipo di sudditanza psicologica.

Insomma, in poche settimane questo Samoa Joe è riuscito nell'incredibile: la bestia è diventata lui, ancora più della Bestia in carne ed ossa. Ad essere assetato di sangue e di violenza, al momento, sembra lo sfidante ancora più del campione.

E non importa come andrà a finire questo Great Balls of Fire, se Lesnar vincerà in un quarto d'ora, in 5 minuti, in 15 secondi o se addirittura perderà. Perché la sua aura di mostro inarrestabile è stata scalfita.

La Bestia è stata mostrata a tutto il mondo come attaccabile, anzi umana. Ebbene sì, la Bestia è stata umanizzata. E a riuscirci è stato l'avversario meno atteso. A cui, comunque andrà, l'intero WWE Universe dovrà essere riconoscente in eterno.

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