APRON RING

Focus on: WWE, il Mucchio Selvaggio

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by Federico Gatto

Raw alla ricerca di lottatori di rilievo da mandare contro la bestia e Smackdown impone le soluzioni provvisorie

Non c'è pace per la WWE che ora si ritrova a fare i conti con l'ennesimo infortunio di un atleta di rilievo, Braun Strowman. Questo dà una ulteriore dose di instabilità a una federazione già nel limbo di storyline precarie e volti che faticano ad affermarsi.

E come agire allora? Stipulando incontri con quattro o più lottatori coinvolti (opzione già considerata per la divisione tag team) per far risaltare il più forte. Sarebbe tutto perfetto, se solo il wrestling fosse uno sport di lotta e non un intrattenimento che punta sullo spettacolo.

Sulla narrazione. Sull'impatto emozionale nel vedere due personalità scontrarsi. Già, la narrazione. Ricordate le storyline coinvolgenti che duravano mesi o anni durante le quali i wrestlers si davano battaglia a suon di insulti, dispetti, attacchi, intrusioni nei match o persino coinvolgimenti familiari? Portavano i personaggi ad essere odiati o amati in base alle loro azioni.

Il rancore tra i due contendenti saliva settimana dopo settimana e con esso la tensione. E questo teneva il pubblico con il fiato sospeso perchè ci si poteva aspettare di tutto da un cattivo veramente subdolo stile JBL o Triple H.

Insomma, il coinvolgimento era assicurato a prescindere dal tifo. Perchè si trascura sempre di più la narrazione di storie valide che fomenta l'interesse per una incontro? E i promo? Dove sono i promo in stile trailer cinematografico che scaldavano le folle prima del suono della campana? Extreme Rules ci darà il vincitore prestabilito di un incontro ma non l'avversario valido per Brock Lesnar a livello di personalità.

Inoltre le interazioni tra i cinque contendenti del main event sono minime e, purtroppo, saranno forzate ancora di più nelle prossime puntate per creare interesse attorno ad una situazione che non ne creerebbe se non fosse coinvolto il massimo alloro.

Il vero problema adesso è la mancanza di personalità predominanti che possano risaltare per carisma e potenziale. Tutti contro tutti e l'ultimo che sta in piedi è il migliore. Pessima caratterizzazione delle gimmick e terribile gestione delle storyline.

Smackdown ha fatto peggio. In assenza di un lottatore a cinque stelle il roster blu ha deciso di affidare la faida principale a Jinder Mahal (che nonostante i progressi fatti a livello fisico e con il microfono non rappresenta ancora un beniamino del pubblico meritevole di essere nel main event) e Randy Orton, lontano dalla sua forma migliore.

Relegando oltretutto Aj Styles e Kevin Owens alla rivalità per il titolo USA. Per non parlare dei Singh Brothers che hanno il troppo pesante compito di provare a creare un briciolo di coalizione malvagia stile Cabinet.

I buoni non sono amati e i cattivi non sono odiati. E chi supporta il pubblico? Non più il migliore ma il male minore. Strowman non è mai stato un beniamino, ma piuttosto che tifare Reigns può andare bene a molti che normalmente lo odierebbero.

Insomma un compromesso a livello di tifo: tu non mi piaci, ma lui mi piace ancora meno. Bene dai, la strada per l'indifferenza è stata imboccata anche dai fan più affezionati. . .

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