APRON RING

Dirty Deeds - Verita' scomode: cosa restera' di questo 2016

Marco Enzo Venturini - 01-01-2017 - Letture: 834

Che anno è stato per la WWE quello che abbiamo appena salutato? Proviamo a ripercorrerlo lottatore per lottatore.

Dirty Deeds - Verita' scomode: cosa restera' di questo 2016

"L'anno che sta arrivando tra un anno passerà. Io mi sto preparando, è questa la novità", cantava l'indimenticato Lucio Dalla nella canzone simbolo del capodanno italiano. Ma spostandoci sull'universo WWE, che anno sta arrivando?

Forse prima vale la pena fare un passo indietro e ripercorrere rapidamente le immagini che hanno caratterizzato il 2016 della WWE, un anno importante, con la svolta della suddivisione in due del roster (metà spogliatoio a Raw e metà a SmackDown) e tantissimi debutti di livello assoluto.

Basti pensare ad AJ Styles, che 365 giorni fa ancora non si era mai fatto vedere su un ring di Stamford e ora ne è diventato il padrone assoluto. Se c'è un atleta che ha caratterizzato quest'anno è probabilmente lui, con un regno in realtà iniziato solo a settembre ma che sembra già aver scavato un solco rispetto a quelli che l'hanno preceduto. Il 2016 della WWE finisce con una diapositiva, quella che compare anche in questo articolo e che vede il campione di oggi sfidare il simbolo di un decennio e di una vera e propria epoca della federazione. I due - John Cena e AJ Styles - si sono già scontrati diverse volte nel corso dell'estate e ha sempre prevalso il "nuovo arrivato" (almeno per quanto riguarda la WWE). Ma sicuramente i due promettono scintille e se John Cena dovesse riuscire a impostare l'anno nuovo più in ottica WWE che in ottiche esterne come è stato per l'anno passato, beh, allora il 2017 sarà un anno memorabile. Almeno sul fronte SmackDown.

L'altro atleta più in forma nell'intero roster, infatti, è The Miz. La vera rivelazione dell'anno è probabilmente lui, che dopo anni da heel codardo o addirittura macchietta (ricordate il periodo con Damien Mizdow a fargli da stunt double?) è riuscito a rimboccarsi le maniche diventando il cattivo più credibile della federazione. E un personaggio così credibile (oltre che preparato anche per quanto riguarda il lottato) un giro ai piani altissimi di SmackDown, vale a dire nell'orbita del titolo WWE, se lo meriterebbe anche.

Difficile invece capire dove possano andare i Wyatt, che a Chicago hanno perso le cinture di campioni di coppia martedì scorso e che proprio quando sembravano pronti a diventare finalmente grandi sono stati costretti a una nuova battuta d'arresto. Particolarmente critica la posizione del povero Bray, per cui il 2017 rischia di trasformarsi nell'anno dell'ultimo treno: o riuscirà a raccogliere almeno qualche piccola soddisfazione oppure la sua credibilità potrebbe essere definitivamente smarrita.

In crescita esponenziale le quotazioni di Baron Corbin, mentre è sempre più difficile dare una valutazione a Dolph Ziggler, tanto bravo a livello tecnico quanto anonimo in zona storyline dopo l'esplosione tra settembre e ottobre. E dire che il ragazzo ci sa davvero fare anche con le parole, chissà come mai in WWE non riesce mai a dimostrarlo appieno.

In calo infine sembra Dean Ambrose, spremuto dai tanti mesi passati in zona main event. Lo stesso si può dire per il suo antico alleato e poi acerrimo rivale Seth Rollins, che a Raw ha fatto un'enorme fatica a riciclarsi come face. L'Architetto ha forse pagato un turn troppo repentino, angle un po' mosci con Kevin Owens e Chris Jericho e soprattutto è finito alla lunga oscurato dall'ombra di Roman Reigns. Quest'ultimo sta tornando a crescere, sebbene ampie frange di pubblico non gliene facciano passare una e lo seppelliscano di fischi ogni volta che compare sullo stage. Ma a questo ragazzo va riconosciuto il merito di essere stato capace di ricostruirsi un'aura da main eventer che dopo i guai dell'estate poteva essere perduta per sempre. Non piace a molti, ma il fatto che Roman lotti per traguardi prestigiosissimi è ormai qualcosa che tutti danno per scontato. E in qualche modo anche questo è un merito.

Bene anche Sheamus, Cesaro (bella la coppia di veri amici nella vita che per storyline deve inventarsi una serie infinita di scaramucce, si vede benissimo che i primi a divertirsi sono proprio loro) e bene anche Rusev, che finalmente si è liberato della gimmick monotematica e anacronistica dell'invasore proveniente dall'Est europeo e sta riuscendo a costruirsi un personaggio leggermente più sfaccettato, anche grazie al matrimonio con Lana. E forse è il primo personaggio "straniero" che in WWE ci riesce, almeno da moltissimi anni a questa parte. In netta flessione, invece, le azioni del New Day. Che però resta amatissimo dal pubblico americano.

C'è poi da parlare di un Chris Jericho straordinario nel 2016, ma che con l'anno nuovo dovremo abituarci a vedere un po' meno, e del campione universale Kevin Owens. Il suo regno è stato strano, molto legato al rapporto con Y2J e forse legittimato troppo di rado con match da urlo del Prizefighter, che pure ci sa fare e alla grande. Peccato, soprattutto se alla Royal Rumble dovesse arrivare un cambio di cintura: rischieremmo di mettere agli archivi un regno di un campione codardo e quasi grottesco per l'eccessivo numero di momenti comedy.

Poi ci sono le grandi promesse e le grandi speranze: il ritorno di Finn Bàlor, la promozione di Samoa Joe, le figure di Kurt Angle, Shawn Michaels, Undertaker che aleggiano.

Insomma, l'attesa per questo inizio di 2017 non è poca. E tenuto conto delle tantissime critiche che la WWE sembra costantemente subire da ogni angolo del mondo, beh, forse così male non ha fatto negli ultimi dodici mesi.

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