APRON RING

Dirty Deeds - Verita' scomode: un cattivo da cui prendere appunti. Senza liste

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by Marco Enzo Venturini

La differenza tra gli heel che funzionano e quelli che lasciano perplessi, tra Raw e SmackDown, è evidente.

Nel 2016 è ancora possibile reinventare un modo di essere cattivi in un mondo per cui è tanto difficile rinnovarsi come quello del wrestling? In una settimana cruciale come quella del Natale, tanto incentrata sui buoni sentimenti, abbiamo ricevuto una risposta. Anzi, due.

Partiamo dalle cattive notizie: Raw. All'Università dell'Ohio, in quel di Columbus, la serata è stata aperta da Kevin Owens. Fresco di conferma titolata a RoadBlock, il canadese ha voluto mostrare quanto la sua amicizia con Chris Jericho si sia rinsaldata come non mai. Ma Mick Foley ha deciso che la misura è colma e così Y2J alla Royal Rumble (prossimo evento in cui la cintura di campione universale di Owens sarà in palio) dovrà assistere al match da una gabbia monopersona appesa sopra il ring. Solo così si avrà la certezza di un suo mancato intervento.

Buona idea. Non nuova, ma buona. Il problema è quello che è successo dopo, con Jericho issato per errore (ovviamente concordatissimo) sul tetto dell'Università e in preda a una crisi di panico, con urla e gesti scomposti. Minuti dopo rieccolo nel backstage, addirittura con tanto di maschera dell'ossigeno. Ma a Raw non si sono visti solo questi due cattivoni che ormai sono sempre più delle macchiette (e pensare che dovrebbero essere gli heel dominanti del roster). Columbus ha infatti salutato il primo, vero, colossale assolo della prossima sensazione della WWE. Sensazione crudele e spietata, sia chiaro. Parliamo ovviamente di Braun Strowman.

L'ex Shield, come abbiamo visto praticamente ogni settimana da quando è stato diviso dai suoi ex compagni, si è limitato a seminare panico e distruzione per l'arena. Prima picchiando selvaggiamente semplici inservienti, poi prendendosela con i malcapitati Titus O'Neil e Sin Cara. Infine chiudendo lo show distruggendo Seth Rollins e Roman Reigns. Ovvero gli altri due atleti dominanti del roster, stavolta tra le fila dei buoni. Insomma, a Raw sono stati capaci in una sola notte di polverizzare la reputazione dei quattro atleti che da mesi tirano la carretta.

Ci sarà da capire dove arriverà questo Strowman, ma la sensazione del pubblico è che si rivelerà un pillolone da mandar giù intero e chissà per quanto tempo. Il prossimo, grande cattivo della federazione è lui. Già è scritto. Già è chiaro. Peccato che faccia così tanta fatica a dare vita a prove da vero wrestler, somigliando più a uno schiacciasassi che a un lottatore. Ma tant'è, e ora chi ama la WWE deve abituarsi all'idea di veder vincere tanto e spesso un altro personaggio completamente distante da quelle che sono le proprie preferenze.

Cambiamo scenario e spostiamoci a Detroit, per la puntata prenatalizia di SmackDown. Qui i veri, grandi cattivi sono due. Ed entrambi hanno un respiro decisamente diverso. AJ Styles è la forza dominante dello show, un campione che sembra non avere rivali e che finalmente si è sbarazzato del fastidio Ellsworth. Ora nel suo futuro si stagliano due avversari: Dolph Ziggler e Baron Corbin. Nessuno crede realmente che i due costituiscano una reale minaccia per il Fenomenale, ma va bene così. Perché a differenza degli atleti di Raw, qui siamo davanti a qualcuno che ha legittimato con il suo lavoro, settimana dopo settimana, con un regno credibile e logico.

E poi passiamo a The Miz.

Il campione intercontinentale è sempre più la vera sensazione della WWE. E lo è perché rispetto a tutti gli altri heel della federazione è stato in grado di innovare il ruolo di cattivo, adattandolo ai tempi che corrono e reinterpretandolo in maniera tutta sua. Cosa decisamente complicata nell'era di internet e dei vincitori dei match che difficilmente non si conoscono settimane o addirittura mesi prima degli show.

Questa WWE è sempre più social e i discorsi che determinano le storyline sono sempre meno legati al solo ring e ai soli show. Si parla di WWE tutta la settimana e ci sono tanti, piccoli momenti che possono determinare quello che succede la settimana successiva. Questo Miz l'ha capito prima di chiunque altro, e se ora Talking Smack è un appuntamento tanto atteso da tutti il merito è soprattutto suo e del suo sfogo contro Daniel Bryan. E arriviamo a Detroit e al tanto discusso riferimento alla vita privata di Renee Young:


 

Diciamo la verità: a tutti noi è rimasto il dubbio. Ma l'hanno concordato o The Miz ci ha messo del suo? Stessa questione, tra l'altro, che si era creata ai tempi della già citata rissa verbale con Daniel Bryan. E ancora adesso ci si domanda dove fosse il confine tra segmento scritto e libera interpretazione di The Miz. Che proprio per questo, comunque vada, merita un applauso. Perché nell'anno 2016, quando grazie a internet si conoscono praticamente i vincitori dei match con settimane o addirittura mesi d'anticipo, confondere così tanto le acque è merce rara. Rarissima.

Così come riuscire a innovare una categoria di lottatori, quella degli heel, giudicata universalmente stantia da anni. E questo Miz ha grandi meriti, tanto da domandarsi perché dalle parti di Raw non prendano appunti. Altro che liste...

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